Il presidio
Polveri sottili, troppi gli sforamenti
SANTA CROCE. Il primo superamento delle soglie di allarme era avvenuto il 17 novembre. Superamento che si è ripetuto poi per altre 5 volte, negli ultimi 7 giorni, a partire dal 1 di dicembre. È di...
SANTA CROCE. Il primo superamento delle soglie di allarme era avvenuto il 17 novembre. Superamento che si è ripetuto poi per altre 5 volte, negli ultimi 7 giorni, a partire dal 1 di dicembre. È di nuovo emergenza polveri sottili nel comprensorio del Cuoio, con 6 sforamenti in meno di un mese che hanno fatto suonare il campanello d'allarme, spingendo i Comuni ad adottare le contromisure previste dalla legge.
Un problema, quello delle cosiddette Pm10, che si è aggravato in questi ultimi giorni con il brusco abbassamento delle temperature, che a sua volta ha portato ad un più intensivo uso degli impianti di riscaldamento. Il tutto, associato allo smog e all'inquinamento prodotto dagli impianti produttivi, ha portato allo sforamento dei valori limite fissati in 50 microgrammi per metro cubo. A registrare i dati, come sempre, è stata la centralina Arpat posizionata di fronte alla Coop di Santa Croce, usata come stazione di rilevamento per il comprensorio del Cuoio all'interno della rete regionale. Per questo, il sindaco Giulia Deidda ha emesso ieri un'ordinanza per il contenimento delle polveri sottili, prevedendo il divieto di accendere fuochi all'aperto o di bruciare sfalci, potature o altri residui vegetali, incaricando la polizia municipale di controllare sul rispetto dell'ordinanza e di intervenire in caso di inadempienza. Allo stesso tempo, il primo cittadino ha invitato a limitare l'uso di mezzi di trasporto privati, in aggiunta all'avviso pubblico, del 2 di novembre, dove si invitavano i cittadini a limitare anche l'uso di legna in caminetti e stufe. In linea con Santa Croce, lo stesso divieto è stato emesso anche dai sindaci di San Miniato Vittorio Gabbanini e di Castelfranco Gabriele Toti, seguiti a ruota da tutti i Comuni a cavallo tra le provincie di Pisa e Firenze che fanno capo alla centralina di Santa Croce. Nei mesi scorsi, infatti, le varie amministrazioni della zona avevano provveduto ad approvare un cosiddetto Pac (Piano di azione comunale) valido per tutti.
Il dato di Santa Croce, quindi, viene letto a sua volta come un campanello d'allarme per un vasto territorio considerato omogeneo dal punto di vista ambientale e climatico. Oltre a Santa Croce, San Miniato e Castelfranco, infatti, il Pac comprende i comuni di Bientina, Casciana Terme Lari, Cascina, Castelfiorentino, Crespina Lorenzana, Empoli, Fauglia, Fucecchio, Montopoli, Ponsacco, Pontedera, Santa Maria a Monte e Vinci.
Giacomo Pelfer
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