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Morte dell’odontotecnico, nuovi indagati

Morte dell’odontotecnico, nuovi indagati

Va avanti l’inchiesta della Procura per cercare eventuali responsabilità mediche nel caso del 57enne curato in ritardo

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PONTEDERA. Ci sono altri tre medici indagati, che lavorano nel reparto di oncologia dell’ospedale di Cisanello e che si sono occupati dell’odontotenico di Pontedera, morto a soli 57 anni, dopo una lunga malattia e dopo che il suo medico di famiglia, anche lui di Pontedera, aveva tardato a fare una diagnosi esatta della malattia che aveva colpito il professionista. Salgono dunque a quattro gli indagati nei confronti dei quali la Procura ha emesso altrettanti avvisi di garanzia per consentire loro di nominare avvocato e medico legale in vista dell'autopsia che è stata fissata per domani, a una settimana di distanza dalla morte del 57enne.

Inizialmente il pubblico ministero, Giancarlo Dominijanni, che segue l'inchiesta aveva affidato l'incarico al professor Luigi Papi di medicina legale di Pisa il quale però aveva ravvisato una incompatibilità in quanto, per come sono stati prospettati i fatti nell’esposto che è stato presentato dalla vedova, aveva ravvisato la possibilità che altri medici, colleghi dell’azienda ospedaliera pisana, potessero finire sotto inchiesta.

Dopo la morte dell'odontotecnico infatti la vedova, fortemente provata dalla malattia del marito, ha presentato un esposto in Procura a Pisa chiedendo che sia fatta luce sia su una tardiva diagnosi da parte del medico di famiglia - un professionista molto noto in città - che per un anno ha curato la vittima come se avesse una infiammazione da emorroidi e invece aveva una grave neoplasia. Che quando è stata diagnosticata correttamente era in fase molto avanzata e alla vittima non restavano molte possibilità di riuscire a superarla.

Che ci sarebbero stati altri indagati, dopo al medico di famiglia, era emerso al momento in cui sono stati formulati i quesiti dell'autopsia: le indagini dovranno accertare se quando è stata fatta la diagnosi di tumore il paziente ha avuto le cure necessarie che avrebbero potuto prolungargli la vita, quando appunto è stato ricoverato al centro oncologico di Cisanello.

Il professionista, come abbiamo scritto su questa cronaca nei giorni scorsi, aveva cominciato a stare male nel corso del 2014 ma il medico di famiglia, stando a quanto emerge dall'esposto, non avrebbe prestato particolare attenzione ai sintomi lamentati dalla vittima. In alcuni momenti le lamentele dell’uomo, che evidentemente stava male, erano state scambiate per una forma di depressione. Questo perché gli era stata diagnosticata una infiammazione da emorroidi quando invece aveva un problema molto più serio che poi ne ha determinato la morte. Ma la grave malattia è stata scoperta solo un anno dopo, quando il 57enne stava sempre peggio, e per questo si era deciso a farsi operare scoprendo una tragica realtà, molto diversa da quella che gli era stata prospettata fino a quel momento. Dopo la morte la famiglia, in particolare la moglie, ha deciso di presentare un esposto. A funerale avvenuto, venerdì pomeriggio, i carabinieri si sono presentati nella cappella della Misericordia e hanno sequestrato la salma che da quel giorno si trova a medicina legale in attesa dell’autopsia.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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