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Ponsacco, il No perde per 5 voti
Ma la sindaca è soddisfatta: alle elezioni il Pd ha sempre avuto meno consensi rispetto alla media provinciale
PONSACCO. Una manciata di voti. Cinque, per l’esattezza hanno diviso i vincitori da vinti a Ponsacco alla fine del referendum costituzionale di domenica: 4.334 per i favorevoli alla riforma, 4.329 i contrari. In pratica un soffio di voti, ma che il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Gianluigi Arrighini, interpreta comunque come «una ventata di cambiamento che è arrivata anche da noi». Di contro, la sindaca del Pd, Francesca Brogi, legge questa vittoria risicata come «un segnale importante per il Partito democratico che a Ponsacco, durante le elezioni, aveva sempre ottenuto meno consensi rispetto alla media provinciale».
Bicchiere mezzo pieno, dunque, con una linea che si sta assottigliando, se è vero che alle ultime elezioni per la corsa a sindaco proprio Brogi evitò il ballottaggio col candidato grillino per soli 32 voti. «È in atto un’escalation anche a Ponsacco - riprende Arrighini - che conferma le nostre sensazioni. Il voto di domenica era sulla Costituzione, ma è un segnale che le persone non sono più disposte ad accettare un certo modo di fare politica. Questo risultato rinforza le nostre convinzioni e ci spinge a fare di più e a maturare in fretta per cambiare davvero le cose».
Ottimista la sindaca rispetto al responso delle urne che avrebbero «smentito un dato storico che vede Ponsacco come territorio di elettori moderati, come Santa Maria a Monte e Castelfranco di Sotto. Solo che il Sì ha vinto solo da noi e questo è un elemento di riflessione che ci conforta. Credo che per il Pd sia stato un risultato negativo che, alla lunga, può essere anche letto in chiave positiva. In fin dei conti, una parte del partito era contro tutti e ha preso comunque il 40% dei consensi».
Sarà, ma il cambiamento in atto è un dato di fatto, specie per quanto riguarda l’avanzata del Movimento 5 Stelle. «Ormai l’unica forza di opposizione vera, non solo a Ponsacco ma in tutta la provincia, siamo noi - dice ancora Arrighini - e la speranza è di vedere sempre più persone seguirci non solo attraverso il web, ma anche fisicamente, durante le iniziative che portiamo avanti».
Punti di vista, come quelli a Volterra con il sindaco, Marco Buselli, schierato per il No che ha preso atto della sconfitta nella città etrusca parlando del risultato nazionale come dell’inizio di «una inversione di tendenza, per un sistema delle autonomie locali in cui i territori abbiano voce in capitolo e dove la democrazia diretta non venga limitata o addirittura ostacolata. Con questo risultato si recuperano spazi di democrazia importanti, anche per quanto riguarda questioni energetiche e ambientali a carattere strategico, su cui ci si dovrà continuare a confrontare coi territori». Ma un suo avversario in consiglio comunale, Simone Lonzi, del Gruppo misto, favorevole al Sì, chiede di affrontare l’esito volterrano dal punto di vista politico: «Il sindaco era per il No e a Volterra ha vinto il Sì. Credo che sia un risultato che non si possa ignorare e che debba aprire una riflessione su quanto consenso sia rimasto a Buselli in città».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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