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Pontedera

I funerali della bambina di sei anni soffocata a scuola

L’ultimo saluto con i palloncini liberati in cielo

L’ultimo saluto con i palloncini liberati in cielo

PISA. I palloncini colorati, simbolo della festa, sono per lei, l’amichetta che non c’è più. Sanno del distacco i piccoli che corrono sul prato orgogliosi del loro gioco. Non possono immaginare la...

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PISA. I palloncini colorati, simbolo della festa, sono per lei, l’amichetta che non c’è più. Sanno del distacco i piccoli che corrono sul prato orgogliosi del loro gioco. Non possono immaginare la tragedia. Quei palloncini vengono liberati quando tutti sono allineati sul prato, dietro la chiesa dell’Immacolata Concezione. Sembrano anticipare l’ascesa in cielo di chi riposa, anima innocente, nella piccola bara bianca. Coperta da corone di fiori è rimasta al centro della chiesa per un funerale dove il dolore era scolpito negli occhi delle centinaia di persone presenti, ma che nel nome della bimba è diventato un incontro di preghiera.

Lei è la bambina di 6 anni disabile che venerdì poco prima di mezzogiorno è morta soffocata per un pezzetto di spugna ingerito mentre era in classe alla scuola Agazzi. I genitori, uniti mano nella mano, sono una cosa sola per quasi tutto il tempo delle esequie a un metro dal feretro. Sono forti mamma e papà. Sorretti da una fede che non è rassegnazione, ma comprensione e condivisione.

L’abbraccio caloroso che rivolge alla coppia don Carlo Campinotti è quello di chi era in chiesa. Una comunità variegata, dagli amici ai colleghi. Il sindaco Marco Filippeschi, il rettore Paolo Mancarella e poi assessori, consiglieri comunali. E, soprattutto, tanti bambini. Qualcuno è nell’età in cui conosce il dolore di un lutto. Altri giocano. C’è anche il fratellino della bimba deceduta. Pensieri per la piccina scritti su fogli di carta a quadretti sistemati in un cesto all’ingresso della chiesa o su pannelli. La mamma li prende, li sfoglia. Sorride con la tenerezza di una madre che sente e si fa forza anche grazie alla vicinanza di chi voleva bene alla piccola. Eppure la sorte ha riservato a lei e al marito una condanna, quella dell’ergastolo del dolore.

Don Campinotti apre la funzione religiosa con un annuncio: «Oggi proporremo i canti che piacevano a lei con le stesse letture fatte in occasione del suo battesimo». E prosegue con il piglio fermo del pastore di anime: «Questo è un saluto non di disperazione, ma di serenità. La bimba ora è un angelo che ci guarda dal cielo. La domenica veniva in sagrestia. Ci teneva per mano. Di lei ci rimane l'amore dei genitori, dei nonni, dei parenti. Tutti le hanno voluto bene. L'amore non finisce». (p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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