Il presidio
Venanzi dona pala d’altare a Norcia
L’artista ha uno studio a Cenaia, ma è sempre rimasto legato alla natìa Umbria
CENAIA. Il maestro Ernando Venanzi, umbro di nascita ma da molti anni con studio a Cenaia, non si è mai dimenticato della sua terra natale di cui porta nel cuore i colori delle luci e delle ombre. Dopo il disastroso terremoto che ha colpito buona parte della regione, sente il dovere di compiere un gesto di vicinanza e solidarietà con quella terra da cui tanti anni fa spiccò il volo verso il mondo dell'arte.
Le opere d'arte e le chiese sono ferite, alcune a morte. In questi casi l'arte deve venire in aiuto all'arte. E così Venanzi ha deciso di donare una grande pala d'altare alla comunità di Norcia. Un quadro che rappresenta molti dei personaggi che hanno dato lustro alla regione Umbria nel corso dei secoli, una Crocifissione nella quale siano presenti tutti i Santi che qui hanno avuto i natali. Perché molti dei Santi venerati in Italia e in Europa provengono da questa terra: ci saranno San Feliciano, patrono di Foligno, San Benedetto, patrono d'Europa, e sua sorella Santa Scolastica, Sant'Ubaldo da Gubbio, San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia, Santa Chiara e infine Santa Rita. Nell'attesa della collocazione all'interno della chiesa che la Curia vorrà scegliere, la pala verrà esposta in una mostra itinerante insieme ad altri quadri raffiguranti i personaggi salienti delle storia umbra.
Delle ben 240 grandi opere di cui il maestro Ernando Venanzi aveva denunciato il furto nei mesi scorsi non si è saputo più niente. Tra i lavori trafugati molte opere dedicate alla famiglia Grimaldi del Principato di Monaco e oltre venti tele per una mostra il cui ricavato era destinato al recupero di un importante monumento (e che Venanzi ha realizzato di nuovo): l'Eremo di Rupe Cava nella Valle del Serchio, ai piedi dei Monti Pisani tra San Giuliano Terme e il Castello di Ripafratta.
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