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Pontedera

Ucciso con un pugno, si attende il verdetto

Ucciso con un pugno, si attende il verdetto

Domani in Corte d’Assise la sentenza per la morte del lavapiatti bengalese Zakir Hossain

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PISA. Tutto in un’udienza. Dall’esame dei testi alla discussione e alla sentenza. Per dare dignità di giustizia alla vittima di un violenza gratuita. Colpito da un pugno balordo, ma dall’effetto letale, un lavapiatti bengalese di 34 anni prima finì in coma e poi morì. Nel frattempo il suo aggressore era fuggito in Tunisia. Corso Italia, arco di via San Bernardo, la notte tra il 13 e il 14 aprile 2014. Nelle immagini della videosorveglianza va in onda la sequenza mortale di un assalto.

Domani in Corte d’Assise (presidente Salutini, a latere D'Auria) la storia di Zakir Hossain torna a essere raccontata con il processo in contumacia a carico di Hamza Hamrouni, 28 anni, autotrasportatore tunisino, residente all'epoca dei fatti a San Lorenzo a Pagnatico nel comune di Cascina. Omicidio preterintenzionale è l’accusa da cui deve difendersi. O meglio. Lo farà l’avvocato d’ufficio con il quale l’imputato non si è mai fatto vivo. In silenzio da due anni e mezzo. Nascosto nel suo Paese per evitare l’arresto, il camionista senza firmare procure o contattare il suo legale non ha potuto neanche fare ricorso a un rito alternativo che gli avrebbe consentito uno sconto di pena di un terzo. In aula (pm Giovanni Porpora) saranno presenti anche la moglie di Zakir e due figli della coppia. La famiglia si è costituita parte civile con l’avvocato Giovanni Frullano che nel suo intervento quantificherà il risarcimento danni da chiedere all’imputato in caso di condanna. Due giorni dopo l'episodio tornò nel suo Paese d'origine, inseguito da un mandato di cattura finora mai eseguito. È ancora remota la possibilità che Hamrouni venga estradato in Italia dove vivono la mamma e il fratellastro minorenne, avuto dalla donna con l'ex sindaco di un comune del Pisano. Per il ragazzino, accusato di favoreggiamento, il procedimento è aperto davanti al Tribunale per i minorenni.

Ha invece ottenuto la messa alla prova Simone Tabbita, 24 anni, residente nella stessa frazione di Hamrouni, magazziniere in una ditta a Pontedera, accusato di favoreggiamento personale. Zakir aveva finito di lavorare nel ristorante Tanduri in piazza Gambacorti e stava aspettando un amico per tornare a casa. Le immagini della videosorveglianza furono eloquenti nel raccontare un'aggressione carica di una violenza assurda. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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