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Pontedera

Poker batte la crisi fabbricando scarpe da ballo per mezza Europa

Poker batte la crisi fabbricando scarpe da ballo per mezza Europa

Storia di un’azienda che si è specializzata in un mercato di nicchia riuscendo a diventare leader Il titolare Falorni spiega com’è riuscito in dieci anni a non fare nemmeno un’ora di cassa integrazione

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MARIA A MONTE. Nascono a Ponticelli le scarpe da ballo destinate a rifornire i negozi specializzati della Germania e del Nord Europa. Scarpe speciali, pensate per garantire stabilità, robustezza e allo stesso tempo la massima comodità possibile, attraverso l'uso di appositi materiali in grado di adattarsi al piede e di sopportare, magari, ore ed ore di passi di tango. A realizzarle è il calzaturificio Poker, sulla provinciale Francesca, guidato da Renzo Falorni insieme ai figli Paolo e Cinzia. Una realtà storica del settore, nata a Montecalvoli nel 1969, ma che negli ultimi anni ha deciso di scommettere su un tipo di produzione fuori dall'ordinario, specializzandosi in un ramo che fino ad ora ha garantito lavoro e soddisfazioni.

«Siamo arrivati a Ponticelli nel 2002 al posto del calzaturificio Roda che aveva appena chiuso - ricorda Renzo Falorni, che fino al 2015 ha guidato la fabbrica con un altro socio -. Siamo partiti con 5-6mila paia all'anno, mentre oggi siamo a quasi 70mila».

Da sempre specializzata in scarpe e sandali da donna, l'azienda si è legata negli ultimi anni ad un marchio tedesco di calzature da ballo. Un marchio che oggi copre quasi il 90% dell'intera produzione, distribuendo le scarpe fabbricate a Ponticelli in una serie di negozi specializzati in Germania, Olanda, Svezia e in generale in quasi tutti i paesi del Nord Europa. Scarpe pensate per ballerine e appassionate di tango o balli latino americani, che richiedono un prodotto dalle caratteristiche peculiari.

«Sono scarpe robuste, stabili, ma allo stesso tempo particolarmente comode - spiega Falorni - in grado di restare "incollate" al piede e di garantire una certa flessibilità. Le suole, ad esempio, sono realizzate con una pelle particolare detta "sugatto", insieme all'uso di materiali come il poron, la gommapiuma dotata di "memoria"».

L’azienda registra ordini settimanali tra le 1.300 e le 1.500 paia. «Complessivamente lavoriamo fino a 100 modelli - aggiunge Falorni - con una quindicina di forme diverse e 10 tacchi differenti».

Una produzione che non risente della stagionalità e che in dieci anni ha permesso a Poker di non fare neanche un'ora di cassa integrazione. Ventisei i dipendenti del calzaturificio, compresi i figli Paolo e Cinzia cresciuti in azienda, dotata anche di uno showroom dove è possibile richiedere scarpe su misura.

«La media di permanenza dei nostri dipendenti è di 13 anni - riprende Falorni - Siamo soddisfatti anche alla luce dei tempi che corrono. Di sicuro oggi è importante specializzarsi, perché permette di trovare settori di mercato dove si lavora. In generale, possiamo dire che le aziende che hanno saputo organizzarsi a livello di modellistica e tecnologia, oggi riescono ancora a tenere il passo».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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