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Palio di Buti, si attende l’esito del ricorso al Tar
Chiesto l’annullamento dell’ordinanza del ministero della Salute che vieta l’utilizzo di cavalli purosangue inglesi nelle manifestazioni popolari
BUTI. Questo di solito è il momento in cui in paese le discussioni si concentrano su fantini e cavalli che dovrebbero correre il Palio, e sui preparativi per la festa di Sant'Antonio, la tradizione più sentita dalla popolazione butese.
Invece quest'anno la preoccupazione nelle contrade di Buti è rivolta esclusivamente al ricorso che è stato presentato al Tribunale amministrativo regionale del Lazio per chiedere l'annullamento dell'ordinanza del ministero della Salute che vieta l'utilizzo di cavalli di razza purosangue inglesi nelle “manifestazioni popolari pubbliche o aperte al pubblico con equidi”.
Una norma che ha già suscitato polemiche - non soltanto a Buti - e che minaccia alle fondamenta lo svolgimento del Palio, o almeno quello che conosciamo fin dalla sua versione odierna, nata con la suddivisione del paese in contrade nel 1960.
Attraverso il ricorso ai giudici amministrativi, l'Associazione Palio delle Contrade di Buti ha intrapreso l'unica strada possibile per continuare il Palio utilizzando la stessa razza di cavalli.
Se però venisse respinto, l'unica soluzione per correre il Palio, sarebbe quella di utilizzare i cavalli mezzosangue anglo-arabi.
Le contrade hanno dato la propria disponibilità all'ente che organizza il Palio per disputare la corsa anche con quest'ultimo tipo di cavalli, come extrema ratio se il ricorso presentato al Tar del Lazio dovesse essere respinto.
Il paese attende con ansia la decisione del tribunale amministrativo, e l'attesa rischia seriamente di far slittare la data del Palio, che solitamente viene corso la prima domenica utile dopo il 17 gennaio, giorno in cui si festeggia Sant'Antonio Abate, patrono degli animali domestici.
Non è a rischio invece lo svolgimento della corsa, anche se nelle settimane precedenti in alcune contrade si era fatta viva l'ipotesi di non correre il Palio per un anno, piuttosto che cambiare razza di cavalli. Secondo molti contradaioli, infatti, passare ai mezzosangue potrebbe mettere seriamente a rischio il futuro della manifestazione, con ripercussioni devastanti sulla vita sociale ed economica del paese.
La decisione presa di comune accordo con l'Associazione Palio delle Contrade è comunque quella di correre, indipendentemente dal tipo di cavallo.
Ma per la prima volta nella sua gloriosa storia, il Palio di Buti potrebbe svolgersi in un mese diverso da quello di gennaio.
Lorenzo Lazzerini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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