Il Tirreno

Pontedera

L’ex sindaco Maccheroni: grazie ai viareggini

L’ex sindaco Maccheroni: grazie ai viareggini

«Ci furono vicini in quella tragedia, portando i pattini fino a Pontedera invasa dall’acqua»

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PONTEDERA. Venerdì 4 novembre 1966. Il primo pomeriggio di un giorno che sarebbe da dimenticare, se non fosse impossibile non ricordarlo. Corso Matteotti trasformato dall'alluvione in una rapida impazzita: l'obiettivo immortala le fasi concitate in cui il livello dell'esondazione limacciosa proveniente dalla falla della "Montagnola" sta salendo. In questo scatto, si riconosce l'insegna della pizzicheria Dal Canto, che Ultimo Dal Canto aprì nel 1925. Di lì a poco, Pontedera assumerà le sembianze di una surreale palude color fango. Su quella melma, presto inizieranno a navigare mezzi di soccorso, costretti a zigzagare tra i cumuli di ciarpame che il fiume, prima di esondare, ha trascinato per chilometri. Mezzi di soccorso, e di fortuna. Gommoni dell'esercito, barche di pescatori, zattere improvvisate. E anche pattini. Ne arrivarono da Viareggio, spediti in tutta fretta a bordo di camion. L'allora sindaco di Pontedera Giacomo Maccheroni le ricorda bene, quelle gaie, vacanziere imbarcazioni dagli scafi filanti incongruamente adagiate, anziché sulle spume del mare, sulla mota liquida dell'Era. «La città era sotto due metri d'acqua. Ero in Comune, assieme ai miei collaboratori di allora - racconta oggi al “Tirreno” Maccheroni - tutti bloccati lì dentro dal fiume in rivolta. Mi raggiunse in municipio un amico di Viareggio, si chiamava Luciano, era il proprietario del bagno "Raffaello", dove andavo sempre in ferie. Era a bordo di uno dei suoi pattini. "Caro Giacomo, stamani non potevo certo venire in macchina!", sdrammatizzò. Ma i pattini erano due: approdarono in piazza Cavour uno accanto all'altro. Oggi, a cinquant'anni di distanza, voglio ripetere il mio "grazie" ai viareggini, che, assieme a tanti altri, ci furono accanto in quella tragedia».

L’ultima foto. Quella che trovate in omaggio oggi con Il Tirreno è l’ultima foto in regalo della serie con cui abbiamo voluto ricordare i drammatici giorni dell’alluvione. In tutto ventuno scatti da conservare nell’apposito contenitore dato ai lettori il giorno della prima uscita. Alla fotografie storiche - proprietà dell’Archivio Frassi e di Foto Silvi - si sono affiancate quelle di come sono gli stessi luoghi oggi, scattate da Fabio Muzzi (a Pisa) e Franco Silvi (a Pontedera). Un modo per unire passato e presente.

Andrea Lanini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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