Fucilate alla porta di un agriturismo
Riparbella: danneggiato l’ingresso del Pakravan-Papi Incendiato anche un escavatore dell’azienda Due mani
RIPARBELLA. Un rogo, non si esclude l'origine dolosa, ai danni di un escavatore di un'azienda agricola e una serie di colpi da un fucile a palla, sparati contro le porte di un agriturismo. Non siamo nel Bronx ma nelle colline di Riparbella, in località Orto ai cavoli, dove due aziende, note e che distano circa 500 metri l'una dall'altra sono state prese di mira nel giro di pochi giorni. Si tratta della cantina Due mani (che subì un incendio alle porte d’ingresso nel 2013) e l'azienda agricola e turistica Pakravan-Papi. Entrambe produttrici di vino.
L’incendio risale nelle ore comprese tra il pomeriggio di mercoledì e la notte di giovedì, come spiegato dai carabinieri del comando di Volterra che parlano di indagine in corso e di una possibile natura dolosa del rogo. I proprietari della Pakravan-Papi, invece, hanno denunciato gli spari lunedì scorso, quando sono rientrati in azienda e, accorgendosi di quanto accaduto, hanno subito dato l’allarme. Secondo quanto appreso potrebbero essere attribuiti a cacciatori, anche di frodo, che frequentano la zona.
Secondo le vittime, invece, non si è trattato di casualità. «Li percepisco come avvertimenti - commenta Luca D'Attoma della Due mani - perché prima di dar fuoco all'escavatore hanno staccato la spina che regola la luce dell’impianto generale, all'ingresso del cancello, per evitare eventuali riprese di telecamere. Il sospetto che siano colpi mirati è forte, dopo quello che ho subito qualche anno fa. Tra l'altro c'è anche il danno economico, perché si parla di migliaia di euro».
«Abbiamo presentato denuncia ai carabinieri di Riparbella - ha aggiunto Enzo Papi, titolare della Pakravan-Papi - l'episodio risale a domenica ma noi ce ne siamo accorti lunedì perché eravamo fuori, e non avevamo nessun ospite. Sei colpi di fucile a palla, sparati contro l'agriturismo, con caratteristiche letali, perché sono stati sparati al massimo a 50 metri di distanza. I colpi sono esplosi contro una porta a vetro antiurto e antifurto, di 3 centimetri che si è incrinato. Più altri 5 colpi esplosi che hanno lasciato segni evidenti. E come se non bastasse hanno forzato il cancello di ferro e rotto il catenaccio, entrando dalla corte della casa. Si tratta di un gesto volontario. Un bullo, un cacciatore di frodo? Non saprei. Un anno fa sono entrati per un furto, hanno portato via di tutto. Non ci sentiamo sicuri, temiamo per la nostra incolumità». Una zona considerata tra le più tranquille ma che negli ultimi tempi, a detta dei residenti, sta sommando episodi sempre più preoccupanti.
Divina Vitale
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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