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Pochi preti, il vescovo «Allora le parrocchie collaborino di più»
SAN MINIATO. Saranno mesi di rinnovamento per la diocesi di San Miniato. Un rinnovamento dei percorsi e delle strutture, che investirà i vari consigli pastorali per capire cosa migliorare ed...
SAN MINIATO. Saranno mesi di rinnovamento per la diocesi di San Miniato. Un rinnovamento dei percorsi e delle strutture, che investirà i vari consigli pastorali per capire cosa migliorare ed eventualmente accorpare, senza dimenticare la costituzione delle unità pastorali che chiameranno le parrocchie ad una maggiore collaborazione. «Non solo per il calo del clero, ma anche e soprattutto per condividere il cammino e confrontare le esperienze», afferma il vescovo Andrea Migliavacca. Un cammino in cui i giovani dovranno giocare un ruolo sempre più attivo, «senza più limitarci a parlare dei giovani o semplicemente invitandoli agli incontri che prepariamo per loro», precisa Migliavacca, il più giovane vescovo d'Italia, che in questo suo primo anno si è contraddistinto per il costante dialogo con l'associazionismo giovanile e non solo, senza dimenticare gli apprezzati "aperitivi" di incontro.
Sono solo alcuni, però, dei punti programmatici inseriti nella prima lettera pastorale di Migliavacca, presto disponibile in tutte le parrocchie della diocesi a poco più di un anno dal suo arrivo a San Miniato. Una lettera pastorale presentata ieri, nell'onomastico del vescovo Andrea.
Lettera che riprende, punto per punto, quelle che Migliavacca considera le priorità della sua azione, elencate attraverso i fotogrammi delle esperienze compiute in questo anno. Il primo "scatto" è dedicato ai malati e agli anziani, con i quali non a caso Migliavacca aveva "esordito" al suo arrivo in diocesi, con la prima sosta ufficiale alla casa di riposo di Orentano, senza dimenticare la visita ai dializzati dell'ospedale Degli Infermi.
Il secondo fotogramma, invece, è dedicato ai poveri: «Ne ho incontrati tanti. Alcuni nel mio studio, altri nei centri di accoglienza, mentre altri ancora si sono fatti avanti con discrezione, molto spesso con i problemi di chi ha perso il lavoro. Sono situazioni che ci interpellano». Gli altri due passaggi della lettera pastorale sono dedicati poi alla famiglia, attraverso l'esortazione Amoris Laetitia del Papa e infine ai giovani, «con i quali dobbiamo imparare a camminare scoprendone la ricchezza».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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