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Pontedera

Ma per la fondazione regole rispettate

Azienda protesta: esclusi dalla Mostra del tartufo

SAN MINIATO. «Abbiamo cercato di rispettare alla lettera tutti i passaggi, chiedendo di poter lavorare. Ancora oggi, invece, nessuno ci ha spiegato perché siamo stati esclusi». È una richiesta di...

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SAN MINIATO. «Abbiamo cercato di rispettare alla lettera tutti i passaggi, chiedendo di poter lavorare. Ancora oggi, invece, nessuno ci ha spiegato perché siamo stati esclusi».

È una richiesta di chiarezza, prima di tutto, quella che arriva dalla società Fonte Boema, con sede a Montelupo, rimasta vittima a quanto pare del nuovo regolamento sulla gestione degli spazi esterni alla Mostra mercato del tartufo.

«Un regolamento che dovrebbe valere per tutti, ma che sembra essere stato applicato solo per noi», sostiene l’azienda, che già da quattro anni partecipa alla manifestazione con i caratteristici "necci". Dopo due edizioni nelle quali Fonte Boema aveva preso in affitto un locale in via Conti, utilizzato come spazio di appoggio per il banco esposto lungo la strada, quest'anno l'azienda si è vista negare l'autorizzazione.

«Abbiamo presentato la domanda al Suap - si legge in una nota della società - ma ci è stato risposto che il regolamento era cambiato e che la gestione degli spazi, da quest'anno, compete esclusivamente a San Miniato Promozione. Così ci siamo rivolti alla fondazione che ci ha chiesto di fornire misure, bozze e foto della struttura che avremmo montato. Dopo alcuni giorni e varie mail, ci rispondono che la richiesta non può essere accolta proponendoci uno spazio nell’area dello street food, in corso Garibaldi, allegando il relativo tariffario. Alla fine avremmo speso più del doppio di quanto pagavamo per il fondo».

Da qui la richiesta di spiegazioni: «Dopo aver cercato di scaricare il barile sul Comune, ci dicono che l'area di via Conti non è adatta allo street food, poi che non è a norma per la somministrazione. Alla fine ci eravamo in qualche modo rassegnati. Invece, nel primo giorno di Mostra mercato, ci segnalano che proprio in via Conti, di fronte a dove avremmo dovuto esserci noi, c'è un altro banco che fa somministrazione. Non solo: girando tra i banchi notiamo che diversi ambulanti non rispettano il nuovo regolamento, dove ad esempio si vieta l'uso di generatori e bombole a gas. Alla fine sembra che le nuove regole siano valse soltanto per noi», conclude l’azienda, decisa adesso ad andare per vie legali in assenza di risposte.

Dagli uffici della fondazione, con una risposta scritta, ribattono che «l'azienda era solita prendere in affitto un fondo non idoneo alla preparazione e alla somministrazione di cibi. All'azienda, comunque, è stato dato come sempre il benvenuto. Tuttavia, a seguito del parere negativo della commissione, prevista all’articolo 6 del regolamento, abbiamo proposto una nuova collocazione che non è stata accettata». Il presidente della fondazione, Delio Fiordispina, sottolinea che la competenza «attiene solo alla commissione, composta da tre rappresentanti del Comune e da uno di San Miniato Promozione. La gestione degli spazi - dice - è stata senza dubbio migliorata. Se poi qualcosa è sfuggito e qualcuno ci ha rimesso più di altri, chi ha dato quel parere se ne assume la responsabilità».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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