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L’hotel Miravalle vuole valorizzare la sua storia

L’hotel Miravalle vuole valorizzare la sua storia

SAN MINIATO. Fra le sue mura è stata amministrata per secoli la giustizia sanminiatese, prima di ospitare la sede dei vicari fiorentini a dominio del Valdarno. È in quest'epoca, nel 1533, durante il...

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SAN MINIATO. Fra le sue mura è stata amministrata per secoli la giustizia sanminiatese, prima di ospitare la sede dei vicari fiorentini a dominio del Valdarno. È in quest'epoca, nel 1533, durante il soggiorno di Papa Clemente VII, che il grande Michelangelo arrivò a San Miniato per incontrare il pontefice che da tempo reclamava il completamento della Sistina. Secondo l'ipotesi più accreditata, quell'incontro sarebbe avvenuto proprio qui, nelle stanze del palazzo che ospita l'Hotel Miravalle. Una storia che riparte, grazie alla nuova gestione della famiglia Nannetti, decisa a riscoprire questa e altre storie che si nascondono tra le mura dell’edificio. «Uno dei tre palazzi del potere nella storia San Miniato» ricorda Daniele Nannetti, mentre ci accompagna fra i corridoi e le camere recentemente restaurati. «Abbiamo voluto recuperare l'antica percezione di un palazzo che nasce come castello e giuridica - spiega - giocando sulla pietra, sul legno e sul cotto che sono il simbolo del Medioevo toscano nel mondo».

Colori essenziali, austeri e allo stesso tempo eleganti, dai quali affiorano i materiali antichi e gli affreschi nascosti sotto le murature, per rilanciare l'importanza storica dell'edificio senza nulla togliere, ovviamente, al confort e alla qualità di un 4 stelle. Un albergo che può contare su 19 camere e un totale di 45-50 posti letto, comprese due camere "familiari" che rappresentano quasi due miniappartamenti incastonati nell'hotel. Per ogni camera un panorama mozzafiato sulla città, sul Valdarno e sulle colline di San Miniato: un punto di osservazione privilegiato che si gode anche dalla nuova saletta per le colazioni, ricavata all'interno del ristorante che ha riaperto i battenti, pochi giorni fa, col nuovo nome di Terrazza Miravalle. «Tra i nostri obiettivi - spiega Nannetti - c'è anche quello di una collaborazione con il territorio». A cominciare dall'arte, grazie all'accordo con la Toffee's Art Gallery che esporrà un quadro diverso in ogni camera dell'hotel, per proseguire poi con le sponsorizzazioni da parte delle aziende locali, che avranno la possibilità di firmare una camera con il proprio logo facendone una sorta di show room. Tre imprese hanno già raccolto l'opportunità: Savitar tartufi, conceria Zuma e un'altra ditta del settore pelle. Storia e innovazione si fondono, quindi, nel progetto di rilancio che caratterizzerà i due anni gestione della famiglia Nannetti. «Vogliamo anche recuperare alcuni spazi fino ad oggi inutilizzati - aggiunge Nannetti - a cominciare dalla torre a fianco del ristorante, usata per secoli come carcere, dove si conservano scritte e disegni lasciati dai detenuti. In questi due anni, insomma, vogliamo dimostrare di credere in questa struttura. Dobbiamo ringraziare l'amministrazione comunale che ci ha dato fiducia».

Giacomo Pelfer

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