Il Tirreno

Pontedera

Ri-creas aiuta a fare rivivere gli oggetti

L’esperienza dell’associazione che è ospitata alla Città del teatro. Come favorire la cultura del riciclo

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CASCINA. Gli oggetti che ci stanno attorno e che finiscono nel dimenticatoio o in qualche anfratto nascosto della casa, possono avere anche una seconda vita e tornare utili, magari se usati in modo diverso o per creare oggetti del tutto nuovi.

Da questo concetto è nata l'idea di fondare l'associazione civica cascinese Ri-creas. Un gruppo di amici e sognatori, impegnato da diverso tempo nella sensibilizzazione e produzione di oggettistica fatta con materiale di recupero. «Un po' come la ReMida di Reggio Emilia - spiega Silvano Pirani, fondatore dell'associazione Ri-creas - siamo convinti che gli scarti di produzione delle aziende, gli imperfetti, se ripensati, possano diventare una vera e propria risorsa». La legge italiana non aiuta, dato che ciò che entra nelle isole ecologiche diventa automaticamente rifiuto, un peso per la collettività, che deve anche pagarne lo smaltimento. «Ad esempio - continua Pirani - ci presentiamo presso le aziende che producono pancali e che hanno sempre del materiale da smaltire. Loro ce lo cedono volentieri e noi lo utilizziamo per costruire tavoli, sedie, poltrone, lampadari, strutture per letti, ed altro». La Ri-creas è molto attiva sul territorio comunale e alcuni soci, oltre a montare banchetti in occasione di feste e manifestazioni, fanno anche attività di sensibilizzazione nelle scuole cascinesi. Lo scopo principale, però, resta la socializzazione e lo stare insieme. «Tempo fa - prosegue Silvano Pirani - l'associazione ha attivato due progetti presso la scuola secondaria di San Frediano a Settimo e la primaria di San Lorenzo a Pagnatico. Allo stesso tempo, pensiamo anche a quei lavoratori o artigiani che con la crisi hanno perso il lavoro e a loro, proponiamo delle attività atte a rigenerare e valorizzare la loro esperienza e capacità manuale». Il riutilizzo non può essere considerato a tutti gli effetti un lavoro, ma se fatto con passione, può diventare una seconda entrata, un sostegno economico per la famiglia e per il singolo. «È molto semplice - conclude Pirani - il riciclo ha dei costi bassissimi e quindi sostenibili. L'oggetto riutilizzato è frutto della creatività delle persone, che ne trovano una nuova destinazione d'uso. Volendo, gli oggetti ricreati possono anche essere venduti o scambiati». L'associazione che conta circa trenta iscritti, al momento è ospitata presso la Città del teatro di Cascina dove ha sede anche il laboratorio per la rigenerazione dei materiali.

Carlo Palotti

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