Il Tirreno

Pontedera

Il distretto è pronto, ma non apre

di Sabrina Chiellini
Il distretto è pronto, ma non apre

L’opera era stata messa in cantiere già nel 2003 quando era stata individuata l’area a San Prospero

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CASCINA. Il distretto socio sanitario destinato a prendere il posto del vecchio presidio che ora si trova a Navacchio in un immobile fatiscente è pronto. Una struttura moderna realizzata in tempi biblici - l’area era stata individuata nel già nel 2003 - che ha avuto un cantiere accidentato in quanto l’impresa che aveva vinto l’appalto non era stata ritenuta idonea dall’ex prefetto, nel timore di infiltrazioni malavitose poi “smontate” dopo un ricorso al Tar presentato dall’azienda stessa. Ora l’ultima pietra è stata posata da tempo e non si sa bene per quale rimpallo burocratico gli ambulatori restino chiusi.

Nella primavera 2003 Asl e Comune presentarono l’idea: un nuovo distretto socio sanitario, il Sert, una residenza per anziani, una residenza per disabili ed un centro diurno (di cui oggi ci sarebbe un grande bisogno vista la diatriba in corso su quello di Zambra), sempre per disabili. Sul progetto - venne detto in una delle innumerevoli conferenze stampa organizzate già dall’ex sindaco, Moreno Franceschini (Pd), per parlare di un’opera che i cittadini attendono da quasi tre lustri - «convoglieranno finanziamenti per tre milioni di euro, quasi 6 miliardi di vecchie lire. La Regione potrà intervenire con una quota massima del 50% sul totale della spesa, poi saranno ricercati fondi privati ed il resto lo metteranno Asl e Comune.

E ancora nel 2016, una decina di anni fa, ai contribuenti cascinesi era stato spiegato che il corpo centrale, a base quadrata è sviluppato su due piani, ospiterà il distretto vero e proprio, mentre ai lati due edifici più modesti daranno ospitalità al centro diurno per disabili ed all'ambulatorio veterinario. Il distretto era «stato pensato per rispondere alle più moderne esigenze richieste dalla Asl, prendendo spunto dall'esperienza portata avanti nella vecchia sede di Navacchio. Al piano terreno troveranno allora spazio il blocco riservato ai dipendenti nonché tutti i servizi di più comune fruizione: l'accettazione, il ticket, tre sale prelievi e diversi ambulatori - infermieristico, ortopedia, assistenza domiciliare, cardiologia, protesi. Al piano superiore, oltre all'archivio e ad una sala riunioni, troviamo invece ambulatori per visite specialistiche - odontoiatria, ginecologia, pediatria - una sala per l'ecografia ed una di preparazione al parto».

Tutto molto bello ma per ora tra San Prospero e Casciavola c’è solo una mega scatola vuota, costata diversi soldini e che tra un po’ sarà terra fertile per erba e polvere. L’Asl, da noi interpellata, spiega che l’impresa ha consegnato i lavori. Ora deve scendere il campo il Comune per le operazioni di collaudo (che non sono state sollecitate nemmeno dell’ex sindaco Alessio Antonelli (Pd in campagna elettorale. Pare che questa, insieme ad altre pratiche rimaste per mesi a galleggiare in qualche cassetto, siano state affidate al nuovo funzionario arrivato in Comune, l’ingegnere Raffaele Latrofa.

Per ora si assiste al silenzio di tanti e l’Asl e la società della salute continuano a fare riferimento per i propri servizi al vecchio distretto di Navacchio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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