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Minoranza all’attacco per la scuola chiusa

SAN MINIATO. «Dopo otto anni di immobilismo e spreco di denaro pubblico, occorre riaprire subito il tavolo per rilanciare il progetto di San Miniato città-scuola, ripartendo dalla sede dimenticata...

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SAN MINIATO. «Dopo otto anni di immobilismo e spreco di denaro pubblico, occorre riaprire subito il tavolo per rilanciare il progetto di San Miniato città-scuola, ripartendo dalla sede dimenticata del vecchio liceo Marconi». È quanto chiedono i quattro gruppi di opposizione di San Miniato, che scelgono di fare fronte comune per denunciare gli errori di questi anni e per rilanciare il progetto del polo scolastico sanminiatese.

«Tutto questo senza prescindere dalla responsabilità - dice Laura Cavallini di Immagina San Miniato - che in parte dovranno essere accertate dalla Procura, ma che in parte sono di natura politica. Otto anni fa abbiamo acquistato un immobile in una zona che andava desertificandosi senza fare nessun accertamento sulla sicurezza. In tutto questo tempo il Comune di San Miniato è stato in una posizione di attesa, bloccato da un Pd sanminiatese spaccato proprio sul futuro del liceo». Otto anni di attesa, dicono le minoranze, nelle quali in compenso sono state spese ingenti risorse. «Prima quasi 8 milioni per acquistare l'immobile all'interporto, poi per adeguarlo e per allestire le aule aggiuntive, un altro milione per acquisire l'ex Carducci più 50mila euro l'anno per mandare i ragazzi al Fontevivo».

Secondo i consiglieri, invece, si sarebbe potuto investire sul progetto del polo scolastico a San Miniato. A dirlo Alessandro Niccoli di San Miniato Possibile, che ha fatto analizzare da un proprio tecnico la perizia del 2008 che portò al trasferimento del liceo. «L'errore - dice Niccoli - fu nel fatto di considerare il Marconi in tre blocchi separati, suggerendo la demolizione solo per uno dei tre». Una perizia di rivedere, insomma, secondo un'analisi che Niccoli ha recapitato ieri alla Provincia e al Comune. «Nel 2008 fu fatta una scelta sbagliata - aggiunge Chiara Benvenuti dei Cinque Stelle - ma adesso dobbiamo aprire un tavolo per trovare un progetto che valorizzi il ruolo educativo di San Miniato. Il liceo rischia seriamente di perdere la propria autonomia: la soglia è fissata a 600 iscritti e adesso ne abbiamo 603».

«Quella del liceo è una delle pagine meno chiare della storia di San Miniato - aggiunge Carlo Corsi di Forza Italia -. Sapemmo tutto a giochi fatti. Adesso occorre una nuova collocazione, ma non vogliamo che La Scala diventi una soluzione definitiva». (g.p.)

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