PONTEDERA. Non c’è solo la Procura della Repubblica sulle tracce del tour con l’auto blu del presidente del consiglio d’amministrazione di Geofor, ed ex sindaco Pd di Pontedera, Paolo Marconcini. Anche i sindaci di Pisa, Marco Filippeschi, e quelli di Pontedera, Simone Millozzi, e San Miniato, Vittorio Gabbanini, vogliono saperne di più. Hanno scritto a Marconcini e gli chiedono chiarimenti come rappresentanti di Comuni soci-proprietari della società Geofor Spa. Più o meno dello stesso tenore la lettera che i tre sindaci gli hanno fatto recapitare in maniera formale, dopo un giro di telefonate con altri amministratori comunali.
In qualità di socio indiretti di Geofor spa partecipata da questo Comune tramite il socio pubblico unico Retiambiente Spa, chiedono di avere ogni informazione utile a chiarire la notizia dell’indagine della Procura scaturita da un esposto che riguarda proprio le abitudini del presidente, che in tanti hanno visto alla guida dell’auto aziendale anche in situazioni che niente avevano a che fare con le attività legate al proprio ruolo societario, scrivono in sitensi Millozzi e gli altri due sindaci.
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Anche altri primi cittadini, una volta letta la notizia dell’intervento della squadra mobile di Pisa negli uffici di Geofor a Gello, devono avere strabuzzato gli occhi prima di comporre qualche numero di telefono. Molti si chiedono perché il problema non sia stato gestito con la massima trasparenza. Geofor opera in un settore delicato e i cittadini sono sensibili su argomenti come questo, anche se poi la vicenda si dovesse chiarire senza evidenze penali. Marconcini in un primo momento ha voluto fare di testa sua: si è chiuso nel silenzio, dopo il blitz della polizia in cerca di notizie sulla multa presa dall’auto aziendale, l’estate di un anno fa, sulle strade di Salerno. Sabato 29 ottobre, invece, ci ha ripensato, replicando e giocando in difesa.
Ha chiarito di avere sempre pagato all’azienda per l’uso “promiscuo” della vettura che risulta così quasi un benefit ulteriore rispetto allo stipendio. Tra l’altro, ma questo solo come curiosità, nella busta paga che Marconcini, ha pubblicato sul blog da lui tenuto sul sito Geofor non c’è traccia di questa decurtazione. La busta paga si riferisce al 2013, strada facendo potrebbe essere cambiato qualcosa. Marconcini dice di aver pagato di tasca propria la sanzione. Però il verbale è rimasto: la società da cui Geofor ha preso a noleggio l’Audi ha inviato un report sulla sanzione all’ufficio personale della Spa che si occupa della gestione e dello smaltimento dei rifiuti urbani. Così è saltato fuori il patatrac.
L’esposto alla Procura, infatti, potrebbe essere partito da qualcuno che era informato delle abitudini del presidente e che aveva anche immortalato l’auto blu anche vicino a casa del presidente, piuttosto che in località della costa. Insomma, la soffiata è partita da qualcuno che voleva che si puntassero i riflettori sulle abitudini del presidente. Venerdì Marconcini non aveva condiviso i suoi guai all’orizzonte nemmeno con i colleghi del Cda, a quanto pare. O con i sindaci del Pd che di solito sono a lui più vicini.
Ha atteso di leggere le cronache per dire la sua. Ieri però la stessa breve nota, scritta di suo pugno, inviata ai giornali, il presidente l’ha spedita per posta elettronica anche ai sindaci del Comuni soci. Un primo passo. Chissà se sarà sufficiente: la faccenda non si chiuderà qui.