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I giunti del cavalcavia mettono paura e l’asfalto cede
Alcuni cittadini sollecitano chi ha competenza sull’opera a intervenire per eliminare o almeno segnalare il pericolo
PONTEDERA. Il cavalcavia c’è da molti anni, sicuramente da quando è stata realizzata la strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno. Da quello che si vede, senza essere grandi esperti di opere pubbliche, è che l’infrastruttura non vede lavori di manutenzione da tanto tempo. Il “ponte” sulla superstrada quanto sarà sicuro? Lo chiedono i cittadini di Gello che nel frattempo segnalano una situazione di grande pericolosità. Oggi più che mai, dopo il cavalcavia crollato a Lecco, segnalare la situazione diventa un dovere.
Il cavalcavia in terra di Pontedera (vicino a via dei Panieracci, anche questa una strada piena di buche) ha un grosso problema. L’asfalto collegato ai giunti che sorreggono il ponte stesso ha ceduto di alcuni centimetri. È vero che si tratta di una strada secondaria ma il pericolo non è in alcun modo segnalato e per moto e bici il “salto” potrebbe essere fatale soprattutto di notte. Di solito i giunti dei cavalcavia dovrebbero essere sottoposti a verifiche tecniche. Ma questo che collega la strada dalla rotatoria di Ponsacco-Gello a via del Podere, nel paese di Gello, ha tutta l’aria di essere stato dimenticato.
Su indicazione dei residenti siamo andati a fare un giro in questi chilometri di strada che corrono in mezzo ai campi, vicino alla superstrada. Quando è stato realizzato il ponte è stata tracciata anche la strada di raccordo. I proprietari dei terreni hanno ceduto gli spazi per fare l’opera che poi non è mai stata completata, il fondo è sconnesso, solo in parte asfaltato. La segnaletica, anche quella orizzontale, è rimasta un’utopia. Di chi la responsabilità? E di chi le competenze? Di fatto questa viabilità viene usata anche dai clienti, che passano da questo accesso secondario, dell’Hotel Pisa Valdera, recentemente tornato a nuova vita dopo la chiusura decisa dalla precedente società di gestione.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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