Il presidio
Otto milioni in arrivo per le Case della salute
Nel futuro sanitario del Valdarno c’è un sistema organizzato in presìdi A Ponte a Egola sorgerà un mini-ospedale. Operatività prevista entro il 2020
PONTE A EGOLA. Nel futuro sanitario del Valdarno c'è un sistema organizzato in una serie di presìdi sul territorio. È il sistema delle cosiddette Case delle salute, destinate a ospitare ambulatori medici e centri prelievi, a cui si affiancherà poi un centro specialistico, in arrivo a Ponte a Egola, che funzionerà come una sorta di mini-ospedale per tutto il comprensorio.
È il futuro disegnato dalla riforma della sanità toscana che, in base a quanto previsto dagli ultimi accordi, dovrebbe portare nel Valdarno un investimento di 8 milioni. Circa 4 andranno a Ponte a Egola, mentre gli altri serviranno per creare le Case della salute di Castelfranco, Santa Croce e San Miniato Basso, che si affiancheranno a quelle già esistenti a Galleno (in posizione baricentrica per le Cerbaie) e a Montopoli, dove già da anni ambulatori e servizi sanitari hanno trovato casa nella sede della Pubblica Assistenza. Un piano articolato e ambizioso quello voluto della Regione, che per bocca dell'assessore Stefania Saccardi ha comunque assicurato il completamento di tutte le strutture entro il 2020.
Salvo intoppi, insomma, da qui a tre anni il Valdarno dovrebbe avere altre quattro Case della salute. Nel caso di Castelfranco, la nuova Asl Toscana Centro ha dato il nulla osta alla soluzione avanzata dal Comune: quella di ospitare la Casa della salute all'Orto di San Matteo, occupando i due immobili dei cosiddetti ex spogliatoi e i locali al di sopra della farmacia comunale, per un investimento di 1 milione e 200mila euro. Il progetto iniziale prevedeva la costruzione di nuovi locali adiacenti al distretto sanitario di viale 2 giugno. «Alla fine, invece - dice il sindaco Gabriele Toti - è stata riconosciuta la bontà della nostra proposta, che permetterà di avere un’area di servizi in una zona particolare a ridosso del centro». A Santa Croce la Asl ha sostanzialmente confermato l’accordo del 2006 che prevedeva la creazione, per 3 milioni di euro, di un edificio in zona Coop chiamato ad ospitare la Casa della salute e la nuova sede Arpat. «Si conferma la volontà di mantenere un presidio Arpat sul territorio - sottolinea il sindaco Giulia Deidda - alla luce dell’accordo di programma che farà della nostra zona il terminale operativo della depurazione». A San Miniato Basso, invece, sulla scorta di quanto avviene a Montopoli, la Casa della salute sarà collocata nell'immobile di piazza Cuoco che già ospita la sede della Misericordia e alcuni ambulatori. Discorso a parte, infine, per Ponte a Egola, dove non sorgerà una semplice Casa della salute come le altre, ma un centro specialistico di secondo livello, dotato anche di due mini-sale operatorie, che sarà a servizio di tutto il Valdarno. Dopo l’acquisto del terreno in piazza Biagi nel 2015, l’Asl si prepara ad aprire la gara d'appalto. Se sarà rispettato il cronoprogramma, la struttura dovrebbe entrare in funzione nel 2019.
Giacomo Pelfer
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