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Esuberi tra gli addetti del porta a porta

Esuberi tra gli addetti del porta a porta

Cambio di appalto tra coop per il servizio di raccolta dei rifiuti. In dieci rischiano il licenziamento

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PONTEDERA. «È inaccettabile che per un servizio pagato dai cittadini, il cui costo ai contribuenti non diminuirà a breve, si perdano posti di lavoro». Le parole dei sindacalisti di Filcmas Cgil e Fisascat Cisl risuonano nella sala consiliare di Palazzo Stefanelli durante l’incontro avuto con il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, e i rappresentanti di Geofor e la cooperativa Ati che subentra nell’appalto per la raccolta differenziata portando una cattiva notizia: 10 esuberi su 148 lavoratori.

Una riunione fatta al posto della presentazione dei progetti di Geofor e Ati in fatto di porta a porta e gestione dei rifiuti. Un appuntamento a cui erano stati invitati i sindaci dei Comuni serviti dalla società pontederese, ma che Millozzi ha preferito rinviare, vista l’emergenza occupazionale.

Il tutto mentre una delegazione di lavoratori manifestava davanti al palazzo comunale, in corso Matteotti e piazza Cavour, dopo che l’altro giorno sindacati e aziende si erano incontrate per provare a trovare una soluzione al personale in esubero dichiarato dalla cooperativa che si è aggiudicata l’appalto per la Valdera e il Valdarno, subentrando a Geeco (azienda della sfera di Cft) e di Servizi urbani integrati (ex Manuten coop).

L’accordo non è stato trovato ed è andato in scena il presidio con incontro che è stato aggiornato a data da destinarsi, con le parti che valuteranno ogni singolo caso per valutare se gli esuberi hanno o meno i requisiti per essere considerati tali o per essere assorbiti da Ati.

Il personale in eccedenza, in realtà, è di 26 lavoratori, ma Geeco si è detta disponibile a reintegrarne 16 da destinare a un altro appalto. Ma il problema resta, perché Ati ha ribadito che «non c’è corrispondenza tra gli elenchi del personale forniti dalle due imprese uscenti e il personale effettivamente presente sul servizio con il relativo monte ore», come si legge in un volantino distribuito dai sindacati.

Una vicenda spinosa a cui le parti cercheranno di trovare una soluzione nell’ambito di un contratto nazionale dei multiservizi che comprende la clausola di salvaguardia, secondo cui i lavoratori mantengono il posto di lavoro anche in caso di cambio di appalto come in questo caso. (a.q.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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