Il presidio
Piaggio, si torna a parlare d’integrativo
La vertenza si aprirà dopo la trattativa per il contratto di solidarietà. Giovedì incontro sindacati-azienda
PONTEDERA. Una vertenza per il contratto integrativo. Era dal 2011 che in Piaggio non si arrivava a un accordo per discutere di un tema attorno a cui si sono sviluppate polemiche e spaccature tra i sindacati. Ieri mattina, invece, durante la riunione del consiglio di fabbrica i rappresentanti dei lavoratori hanno votato un documento che vincola Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil e Usb ad aprire la vertenza per rinnovare l’accordo aziendale.
Diciassette voti a favore, sei contrari e due astenuti rispetto alla mozione presentata dall’Usb che aprirà una stagione di confronto tra sindacati e azienda in cui far confluire molti aspetti dell’attività lavorativa della fabbrica della Vespa. Non si parlerà solo di salario, ma di produzione, programmi e prospettive dell’azienda rispetto a Pontedera e, di conseguenza, all’indotto.
O almeno queste sono le intenzioni delle quattro sigle che il 3 novembre saranno chiamate alla trattativa con Piaggio per l’attivazione o meno del contratto di solidarietà. La riunione di ieri, in realtà, era stata convocata per provare a trovare una posizione unitaria da proporre nell’incontro con la dirigenza che ha bisogno di definire la questione degli ammortizzatori sociali.
La strada definita dai sindacati è quella di trattare con Piaggio e poi organizzare le assemblee in fabbrica a cui far seguire il referendum tra operai e impiegati. E di considerare vincolante il risultato delle urne. La maggioranza dei delegati Fiom (i sei contrari all’ordine del giorno votato ieri) è contraria alla firma del contratto di solidarietà. Idem per quanto riguarda l’Usb. Ma la maggioranza ha deciso che questo è il percorso che, molto probabilmente, porterà ad attivare l’ammortizzatore sociale. Poi, però, comincerà il confronto per l’integrativo. A meno di sorprese da parte della Piaggio. (a.q.)
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