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I tre della scuola pontederese di stecca
Zelino Costagli ricorda gli anni d’oro vissuti insieme ad Alessandro Mazzinghi e Piero Crespina
PONTEDERA. Ha 86 anni, ma ancora gira per le sale biliardo. In realtà solo una, ad Altopascio dopo essersi trasferito a Porcari. Ma è ancora in grado d’insegnare ai più giovani i segreti della “stecca”. Zelino Costagli, che insieme ad Alessandro Mazzinghi (solo omonimo del campione di pugilato) e Piero Crespina, rappresentava una delle colonne della cosiddetta “scuola pontederese”.
«Facevamo paura a tutti - racconta Costagli - Io e Mazzinghi vincemmo il titolo italiano in coppia. Crespina se lo aggiudicò qualche anno dopo. Ma eravamo davvero forti». Ricordi di un mondo che non c’è più. O almeno che è cambiato in maniera profonda. Negli anni Sessanta e Settanta ogni bar avevano una clientela fissa che passava pomeriggi, sere e nottate a giocare a carte e a biliardo. «Noi andavamo al bar Ferretti, poi all’Excelsior - racconta Zelino - Tutti giocavano, ma noi eravamo i migliori e cominciammo a disputare i tornei che venivano organizzati dalla federazione. Il movimento cresceva anno dopo anno e servivano vere e proprie sale».
Ecco, quindi, che a Pontedera l’Olimpico si attrezzò con ben quattro tavoli da biliardo. I migliori cominciarono a frequentare il bar alla Bellaria, attirando i più bravi che giravano per le sale della Toscana. Erano notti contraddistinte dal fumo delle sigarette e interminabili, fatte di scommesse e scherzi fra amici. «Noi però facevamo le nostre partite e poi a letto, perché avevamo tutti un lavoro», ammette Costagli. Lui era un commerciante del centro di Pontedera. Mazzinghi, che è morto lo scorso dicembre, lavorava alla Piaggio. Mentre Crespina era un pasticcere. Erano gli anni del boom del biliardo con due aziende, la Etrusco e la Ursus, nate nei dintorni di Pontedera. Costagli ha sempre giocato con la maglia “griffata” dall’azienda ponsacchina che si avvia alla chiusura.
Un “giro” che portò Mazzinghi a essere tra i gestori della sala biliardi in via Pisana a Pontedera dove, negli anni Novanta, ci fu l’ennesima migrazioni di campioni della stecca con grandi nomi che cominciarono a frequentare il locale. Ma con i tre pontederesi sempre lì. Fu proprio in quegli anni che salì alla ribalta il cascinese, David Martinelli più volte campione italiano, ma soprattutto europeo e mondiale.
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