Il presidio
Il palo rischia di cadere, nessuno lo toglie
Famiglia di Ghizzano ha chiesto aiuto al Comune e all’Enel: «Da 20 anni inutilizzato, è un pericolo»
GHIZZANO. Un palo della luce inutilizzato da vent’anni, probabilmente dimenticato dalla stessa Enel, è diventato il cruccio di una famiglia che non riesce a liberarsene. Oltre che un problema di sicurezza.
«Siamo stati in Comune a Peccioli, all'Enel. Ovunque. Ma il problema non si risolve e il palo resta lì nel nostro campo. Sempre più pericoloso, perché si sta inclinando», dice Danila Meini, una signora che abita a Ghizzano di Peccioli. La donna racconta la vicenda che riguarda il terreno adiacente alla sua abitazione, appartenente alla figlia, Stella Demi.
Siamo in una casa colonica della campagna sulle colline pisane. Una struttura antica, appartenuta alla fattoria Venerosi Pesciolini. Paesaggio splendido, natura incontaminata.
«Ma nessuno che si prenda la briga di eliminare questo problema - racconta la donna - perché questo è davvero un problema, visto che mia figlia ha un orto vicino al palo. Che, si vede a occhio nudo, si sta inclinando. E se cascasse? E se facesse male a qualcuno? Di chi sarebbe la colpa?».
Danila Meini racconta che i suoi familiari sono stati in municipio a Peccioli per chiedere aiuto. Ma sono stati dirottati verso la sede pisana di Enel. Inutilmente, purtroppo. Il palo rimane lì. Minaccioso.
«Ma anche lì la situazione non è stata risolta - aggiunge - Non possiamo certo toglierlo noi. È troppo alto e sevirebbero attrezzature e, magari, macchinari specializzati. E poi, chi ci dice che, se lo eliminassimo da soli, poi non verremo accusati di aver distrutto un bene dell’Enel?».
Situazione difficile da decifrare, ma assolutamente da non sopportabile per una famiglia che non sa più che pesci prendere.
«Abitiamo qui dal 2003 - sottolinea Meini - ma conosciamo bene la zona è sappiamo che quel palo per la corrente elettrica è inutilizzato da una ventina d’anni. Ora siamo nella condizione di dover risolvere questa situazione per evitare rischi inutili. Abbiamo chiamato i carabinieri e la polizia municipale. Vediamo - conclude la donna - se con l'intervento delle forze dell'ordine riusciamo, una volta per tutte, a uscire da questa situazione assurda».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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