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Allagamenti, a maggio i tecnici avevano lanciato l’allarme

di Sabrina Chiellini
Allagamenti, a maggio i tecnici avevano lanciato l’allarme

La Macrostruttura lavori pubblici e tutela ambientale aveva segnalato alla giunta guidata da Antonelli gli interventi urgenti da fare al reticolo idraulico per ridurre il rischio di alluvioni nel Cascinese

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CASCINA. Il servizio manutenzioni del Comune aveva lanciato l’allarme all’ex sindaco Alessio Antonelli e alla giunta rispetto alle cause dei frequenti allagamenti che interessano il territorio comunale. E lo aveva fatto in tempi non sospetti, il 2 maggio scorso. In piena campagna elettorale e dopo che il maltempo aveva messo in ginocchio più volte decine di famiglie e imprenditori cascinesi. Quel documento, rimasto a lungo chiuso in un cassetto, la dice lunga anche sui rapporti tra la macchina comunale e gli ex amministratori. Otto pagine che descrivono, paese per paese, la situazione delle fognature e dei collettori e di un sistema idraulico che in due secoli di vita ha «subito pochi interventi di miglioramento». Ma non è solo la fotografia di un territorio urbanizzato in maniera poco controllata. Quelle firme messe in calce dai tecnici lo rendono un documento che può offrire anche un’altra lettura. Suona tanto come un atto che i dipendenti della Macrostruttura lavori pubblici e tutela ambiente hanno consegnato in autotutela del proprio lavoro. Come dire: cari amministratori, questa è la situazione. Noi vi mettiamo nero su bianco quelle che sono le necessità. Se voi non finanziate gli interventi è solo un problema vostro e della politica non dipende dal lavoro dei dipendenti comunali. Cosa dice la relazione? Il dato di partenza è a tutti noto: «Oggi il sistema idraulico fognario del territorio comunale risulta inadeguato alla realtà dei luoghi». Fin qui non ci piove. Dall’analisi degli effetti che gli eventi meteorologici eccezionali ma ormai così frequenti da potersi ritenere ordinari e della rete fognaria «si ritiene che gli allagamenti possano essere addebitati all’eccezionalità degli eventi meteo ma anche alla poca manutenzione del sistema fognario, nonchè alla mancanza di studi e della previsione e realizzazione di interventi strutturali sul reticolo idrografico del territorio». I tecnici riconoscono, e non è un dato da sottovalutare anche alla luce di quello che sta succedendo ora che il Comune ha disposto interventi per la pulizia della fognatura, che «l’amministrazione provvede alla pulitura di tombini e caditoie ma questi interventi non risultano essere sufficienti per il mantenimento del corretto funzionamento del collettore fognario». In sostanza, il Comune sapeva bene e da tempo che oltre a dover progettare interventi strutturali sul reticolo idrografico, c’era tanto da fare in termini di manutenzione. Così come si suggeriva di «coinvolgere il consorzio di bonifica 4 Basso Valdarno per i canali e i fossi di competenza e Acque spa per la fognatura nera e mista».

Non solo: il servizio manutenzioni aveva anche redatto un elenco di interventi che potrebbero se non risolvere migliorare la situazione in caso di eventi meteo di elevata intensità». Nella lettera, arrivata alla redazione nei giorni scorsi, i tecnici, richiamano gli amministratori ad effettuare la verifica, «la pulizia e la manutenzione ordinaria e straordinaria di tutti i tratti di fognatura bianca intubata e a cielo aperto. Oltre al completamento del tratto mancante del collettore parallelo al Fosso Vecchio di collegamento tra via Cei e lo scatolare esistente di via Fosso Vecchio». Sono indicati poi una serie di lavori da fare a San Frediano a Settimo, San Giorgio e San Casciano, Casciavola, Navacchio e San Prospero, Marciana e Musigliano. Alla fine del documento i dipendenti precisano di voler aprire un confronto finalizzato a trovare una soluzione al problema degli allagamenti, ma anche delle competenze. Proprio in questi giorni l’ex sindaco Antonelli ha attaccato gli amministratori attuali bollandoli come «pulitori di tombini». Tocca fare ad altri quello che i precedenti amministratori, per motivi vari, non avevano fatto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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