Il presidio
Piaggio, dai sindacati sì alla Solidarietà ma con garanzie
Le organizzazione dei lavoratori (eccetto Usb) sono pronte a firmare, ma vogliono impegni sul futuro della fabbrica
PONTEDERA. Si profila un contratto di solidarietà condizionata quello che Piaggio e sindacati stanno per siglare. Un accordo che si dovrebbe concretizzare entro metà novembre con un incontro tra le parti all’inizio del mese, preceduto dal consiglio di fabbrica previsto giovedì. L’azienda vuole attivare questo ammortizzatore sociale, al posto della cassa integrazione utilizzata in questi due mesi per ovviare ai cali produttivi tipici del periodo. Ai rappresentanti dei lavoratori (eccetto l’Usb) sta bene questa soluzione. Ma vogliono che la dirigenza offra qualcosa in cambio, anche se non c’è unità d’intenti tra le varie organizzazioni.
«Se Piaggio rimane sulle posizioni dell’ultimo incontro – spiega Marco Comparini, segretario provinciale della Fiom – non sarà facile trovare un’intesa. Se non avremo aperture sulle intenzioni che la dirigenza ha per il futuro, ci saranno problemi. Credo che dovremo trovare una posizione unitaria nella Rsu, poi andare a sentire l’azienda il 3 novembre e tornare dai lavoratori per le assemblee».
«È vero che si parla di ammortizzatori sociali – sottolinea Claudio Garzotto, segretario provinciale della Fim – ma dovremmo comunque chiedere indicazioni sull’apertura di un tavolo che fissi gli obiettivi per i prossimi anni. Dicendo sì alla solidarietà, ci metteremmo in una posizione di forza per poter chiedere qualcosa in cambio all’azienda. Il nostro obiettivo è far ripartire le meccaniche, perché solo così potremo ridare lavoro sia ai dipendenti di Piaggio che all’indotto. A patto, però, che le aziende della zona diventino veri fornitori, in grado di competere sui mercati internazionali. E non dipendere solo da Piaggio».
Difficile, secondo Benedetto Benedetti, segretario provinciale della Uilm, capire cosa accadrà nei prossimi giorni: «Molto dipenderà dall’esito della Rsu, anche se credo che la solidarietà andrà firmata, così come sarà doveroso presentare le nostre posizioni ai lavoratori. E aggiungo anche che la Piaggio dovrà dirci almeno quando il presidente Roberto Colaninno concederà l’incontro richiesto dai segretari nazionali per una discussione che comprenda tutte le aziende del Gruppo. Un elemento decisivo per il futuro».
Fuori dal coro Simone Selmi, delegato dell’Usb all’interno della Rsu Piaggio: «Il contratto di solidarietà è solo un vantaggio per l’azienda, perché garantisce un costo minore rispetto alla cassa integrazione. Mentre per i lavoratori cambia poco. Abbiamo aperto la vertenza in sede locale, ma adesso vogliamo portare la questione della Piaggio al ministero dello Sviluppo Economico».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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