Il presidio
Castelfranco a caccia di 650mila euro con la società esterna
CASTELFRANCO. La caccia ai morosi si è concentrata soprattutto sull'Imu. Una caccia che vale in tutto 650mila euro di imposta non versata. A tanto ammontano gli avvisi di pagamento che il Comune di...
CASTELFRANCO. La caccia ai morosi si è concentrata soprattutto sull'Imu. Una caccia che vale in tutto 650mila euro di imposta non versata. A tanto ammontano gli avvisi di pagamento che il Comune di Castelfranco di Sotto ha recapitato negli ultimi mesi ai propri cittadini, da quando l'amministrazione ha deciso di servirsi di una società esterna di recupero crediti, la Abaco di Padova. È ancora presto per avere i primi dati sui risultati ottenuti, anche se l’amministrazione, in questo modo, è convinta di poter migliorare le percentuali di recupero rispetto a quando avveniva con Equitalia.
«Per adesso - spiega il sindaco Gabriele Toti - posso dire che sono emerse alcune posizioni particolari di cittadini che hanno accumulato debiti importanti. Su questi singoli casi dovremo fare una valutazione per capire come intervenire». Da febbraio, infatti, la Abaco Spa, in cambio di un aggio del 10,79 per cento, sta incrociando i dati messi a disposizione dall'amministrazione per verificare i crediti vantati dall'ente rispetto alla più importante tassa legata alla proprietà, anche con l’obiettivo di far emergere eventuali sacche di evasione. Il sindaco Toti la definisce «una scelta nel segno dell'equità, per recuperare risorse a vantaggio di chi ha sempre pagato».
Lo scopo, insomma, non è solo quello di incassare, ma anche di trasmettere un messaggio alla cittadinanza: «Allo stesso tempo, infatti - riprende Toti - abbiamo modificato il regolamento sulle entrate comunali, introducendo la possibilità di dilazionare i pagamenti per chi si trovasse in difficoltà. Quindi da un lato c'è la massima disponibilità ad andare incontro a chi si trova in difficoltà, concordando un percorso per dilazionare il debito, ma dall'altro c'è la massima fermezza verso chi pensa di poter fare il furbo. Sono due aspetti che si legano e che vanno di pari passo».
Non è un caso che il Comune abbia scelto di dedicare particolare attenzione all'Imu, dove è più difficile trovare situazioni di grave disagio ma dove, al contempo, è più facile che possano annidarsi sacche di evasione.
«Tutto questo - sottolinea il sindaco - rientra in un principio di equità che abbiamo adottato anche per i servizi a domanda individuale, per i quali abbiamo previsto tariffe differenziate in base all'Isee, che certo non sarà infallibile ma che rappresenta ad oggi il metodo migliore per differenziare la situazione economica delle famiglie. Oltre all'Isee, del resto, abbiamo introdotto un elemento penalizzante per chi acquista auto o moto di grossa cilindrata, o per chi risulta proprietario di seconde case o natanti».
Per il futuro, attraverso i propri uffici, il Comune di Castelfranco cercherà di migliorare sul piano dei solleciti: «Entro sei mesi dalla scadenza vogliamo sollecitare il pagamento - dice Toti - per ovviare a quei problemi che nascono talvolta dalla difficoltà di reperire i cittadini che magari si trasferiscono». La scelta dell'amministrazione si accompagna ai tentativi di numerosi altri Comuni che, da qualche tempo, hanno cercato forme alternative e diversificate, rispetto alla sola Equitalia, per garantire il recupero di tasse e tariffe non riscosse. La stessa Abaco, ad esempio, opera da alcuni mesi anche a San Miniato nel recupero della parte tributaria.
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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