Il presidio
Passaggio a livello, la sicurezza spetta alle Fs
Il dirigente della polizia ferroviaria: «Noi interveniamo solo per motivi di ordine pubblico»
ACCIAIOLO. Rimane alta l’attenzione sul passaggio a livello di Acciaiolo dove a volte le sbarre rimangono alzate al passaggio del treni. Un problema messo in evidenza dal “Tirreno” e su cui ora interviene Antonio Matteo, dirigente del compartimento di polizia ferroviaria per la Toscana, il quale precisa quali sono ruoli e competenze delle Ferrovie e quelle delle forze dell’ordine in caso di guasto a un passaggio a livello.
«Le dichiarazioni di Fs secondo cui “i macchinisti ricevono segnalazione del guasto prima della partenza, quindi si fermano quando passano da Acciaiolo e possono ripartire soltanto se, a terra, l’incrocio è presidiato dalle forze dell’ordine o dalla polizia ferroviaria” non corrispondono alla realtà normativa - scrive Matteo – Il mancato azionamento dei passaggi a livello costituisce un problema di safety. Come noto, la safety, ovvero la tutela della incolumità fisica dei passeggeri, è da ricondurre alla responsabilità degli operatori ferroviari (imprese ferroviarie e gestore dell’infrastruttura). In sostanza, in caso di guasto, il gestore della circolazione deve attivarsi, provvedendo tempestivamente al ripristino dell’inconveniente tecnico, ma anche ad attuare ogni misura utile a scongiurare pericoli per la circolazione, tanto stradale quanto ferroviaria. In materia, le disposizioni dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie stabiliscono che nei casi di anormalità ai passaggi a livello, il “regolatore della circolazione” ha l’obbligo di mettere in atto i provvedimenti cautelativi idonei a garantire le condizioni di sicurezza»
«Tali prescrizioni - sottolinea ancora Antonio Matteo - appaiono in linea con quanto peraltro stabilito dal Regolamento di esecuzione al codice della Strada all’articolo 184: “L’esercente la ferrovia provvede a disciplinare la circolazione dei treni, in relazione alla sicurezza dei passaggi a livello”. L’intervento delle forze di polizia in tali casi non è previsto se non qualora ricorrano motivi di ordine e sicurezza pubblica».
«Non è, si badi bene, una mera questione di “competenze” - prosegue Matteo - È di tutta evidenza, infatti, che le soluzioni possono e devono trovarsi in interventi di natura strutturale ed organizzativa, essendo impensabile andare a colmare eventuali carenze “tecniche”, distogliendo risorse destinate alla tutela della sicurezza dei cittadini».
« A tale proposito - conclude il dirigente della polizia ferroviaria - giova rappresentare che dall’inizio dell’anno il compartimento di polizia ferroviaria per la Toscana ha effettuato 10.081 servizi di vigilanza alle stazioni ferroviarie, 1.886 servizi di scorta a 3.603 treni viaggiatori. Nell’ambito di tale attività preventiva sono state identificate 87.373 persone, di cui 92 arrestate e 704 denunciate in stato di libertà». (t.s.)
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