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Il nuovo cda del Politeama congeda la direttrice

Il nuovo cda del Politeama congeda la direttrice

Dopo mesi di scontri con la nuova amministrazione, da metà novembre la svolta Il legale di Diamanti ha scritto alla Fondazione chiedendo il rispetto del contratto

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CASCINA. Donatella Diamanti conclude la sua esperienza come direttrice artistica della Città del Teatro. Un divorzio praticamente annunciato dai giorni successivi al risultato elettorale quando al ballottaggio è stata eletta sindaca la leghista Susanna Ceccardi. Uno scossone politico che il centrosinistra non si aspettava. Durante una campagna elettorale lunga oltre ogni previsione, in molti nel teatro di Cascina, a cominciare dalla stessa Diamanti, avevano preso posizione contro gli attuali amministratori comunali.

«Ci hanno sfottuto dicendo che chiudevamo il teatro perché ignoranti e incapaci. Invece 36 spettacoli con Edoardo Sylos Labini, Ottavia Piccolo, Alessandro Haber, Alessandro Benvenuti, teatro di ricerca, sperimentazione e classici. Città del Teatro e della Cultura di Cascina. Grazie al presidente Andrea Buscemi, al vicepresidente Matteo Arcenni, alle continue riunioni con il sindaco Ceccardi, l'assessore al bilancio Dario Rollo e il capo di gabinetto Lorenzo Gasperini», è stato l’immediato commento dell’assessore alla cultura Luca Nannipieri, dopo la conferenza stampa di presentazione della stagione teatrale.

Anche se in queste settimane, dopo i contrasti nati con il nuovo consiglio d’amministrazione, pare che non si sia vista spesso alla Città del Teatro, la direttrice non avrebbe gradito la lettera di preavviso che le ha scritto il Cda della Fondazione. Gli amministratori attuali, rifacendosi ad alcuni articoli dello statuto della Fondazione, ritengono conclusa la collaborazione con Diamanti a partire da metà novembre o meglio dalla data in cui avrebbe avuto scadenza “naturale” il cda che era presieduto da Michelangelo Betti, dimissionario dopo le elezioni. La stessa lettera inviata a Diamanti è stata fatta recapitare al direttore amministrativo e ai revisori dei conti. Diamanti ha reso pubblica la sua versione dei fatti su Facebook dopo un nostro articolo.

«Dopo mesi di totale esclusione da ogni partecipazione ai processi decisionali legati alla mia mansione, accompagnata da una non meno significativa estromissione da ogni forma di comunicazione interna, in un crescendo parossistico il vicepresidente è arrivato a scrivere a me che dovevo farmi una ragione del fatto di essere stata spogliata di ogni potere e senso legati al mio ruolo (la formula esatta diceva che nel corso del primo Cda il presidente e il suo vice si erano “ripresi” ogni delega amministrativa e artistica). A quel punto il mio legale ha scritto sì alla Fondazione, ma per chiedere che venisse rispettato il contratto in essere e che mi venisse quindi consentito di svolgere pienamente il ruolo previsto». Due giorni fa, «ho ricevuto un’altra lettera contenente una particolare e tutt’altro che pacifica interpretazione del mio contratto, che scade il 30 aprile 2018. Materia attinente il diritto, dunque, e non lo spettacolo. E che eclatata in questa forma potrebbe lasciar intendere che il mio legale ha scritto sì, ma in risposta al "congedo dal lavoro", come fosse quello ciò di cui ho da lamentarmi, pur essendo nella buona compagnia di tutti i consulenti. Laddove invece la volontà da me espressa (e dal mio legale ribadita) era quella di poter continuare a dare il contributo che con piacere ed entusiasmo ho sempre dato in questi anni all’attività de La Città del Teatro. Che me ne fossero dati gli strumenti, insomma». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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