Il presidio
«Vogliamo incontrare i vertici di Sole»
Lavoratori di Iscot e sindacati bloccano le merci della ditta di Pontedera. Paglini (Cinque Stelle): «Dove sono le istituzioni?»
PONTEDERA. «Dove sono le istituzioni? Dove sono i sindacati confederali? Tutti devono prendersi a cuore la vicenda di questi sei ragazzi». La senatrice del Movimento Cinque Stelle, Sara Paglini, grida nel megafono queste domande, mentre la manifestazione si muove verso la rotatoria che da viale Africa conduce alla Sole, al magazzino ricambi Piaggio e all’ingresso merci dello stabilimento della Vespa. Un corteo fatto dai sei addetti alle pulizie di Iscot, che oggi sono al loro ventunesimo giorno di presidio, ma anche da operai delle ditte della zona e dai manifestanti dell’Usb che poco prima avevano bloccato i binari della stazione ferroviaria di Pontedera. È l’epilogo di una mattinata trascorsa davanti ai cancelli della Sole per impedire ai camion di uscire o entrare dalla ditta dell’indotto Piaggio e Fiat e che si conclude con la richiesta (accordata) d’incontrare il prefetto di Pisa.
L’intento è avere un tavolo di confronto a cui far sedere i dirigenti della Sole, i rappresentanti sindacali Si-Cobas e Usb e i due lavoratori di Iscot, la cui esclusione dal posto di lavoro proprio nel giorno in cui avrebbero dovuto iniziare “una nuova vita”, col contratto di assunzione a tempo indeterminato. Cesare Cerulli e Alessandro Angelucci sono gli operai per i quali viene chiesto il reintegro. Anche se la questione non è così semplice. Per ovviare alla necessità di rispettare la clausola di salvaguardia del contratto nazionale del multiservizi, Iscot ha proposto ai due di andare a lavorare in un’azienda vicina a Sole, di cui è fornitrice, dove ha acquisito recentemente l’appalto. Ma il braccio di ferro tra l’azienda e i lavoratori ora riguarda la definizione dell’accordo. «Vogliamo che sia messo nero su bianco che si tratta di una trasferta con l’indicazione di un tempo ben preciso. Iscot, invece, non vuole cedere e il nostro timore è che si tratti di una manovra per poi escluderci. Abbiamo capito che Iscot è inaffidabile - dice Cerulli - e vogliamo parlare direttamente con Sole, insieme ai nostri rappresentanti».
«Questa situazione è inaccettabile - ha detto Paglini che alla manifestazione di ieri a Pontedera era insieme alla sua collega di Movimento, la consigliera regionale Irene Galletti - E il Governo non dovrebbe tollerarle. Abbiamo fatto un’interrogazione parlamentare al ministro del lavoro, Giuliano Poletti e ci aspettiamo una risposta dettagliata. Lo Stato deve controllare che le aziende non ricattino i lavoratori come in questo caso. E mi chiedo anche dove siano le istituzioni e i sindacati confederali davanti a questa palese violazione dei diritti di due ragazzi che, pur essendo assunti, non possono andare al lavoro».
Un’interrogazione sul caso-Iscot è stata presentata anche dai consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle al presidente Enrico Rossi. «E anche da lui esigiamo una risposta», ha detto Galletti.
La speranza dei lavoratori e dei sindacati che si stanno occupando di questa vicenda è che il prefetto Attilio Visconti riesca a far sedere allo stesso tavolo le parti per riuscire a ottenere una soluzione a un problema che si sta trascinando da troppo tempo. E che, almeno nelle prossime ore, non cambieranno. «Ci fa piacere aver ottenuto l’incontro - riprende Cerulli - ma non abbiamo intenzione di togliere il presidio fino a quando non avremo la certezza di poter incontrare i vertici di Sole che resta il nostro unico interlocutore. Dopo essere stati a colloquio con i nostri responsabili di Iscot a Torino, la scorsa settimana, abbiamo deciso che con loro non parleremo più. Questa nostra battaglia è quella di tutti i precari che non riescono a far valere il loro diritti nelle fabbriche».
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