Il presidio
Verifiche sui solai del liceo scientifico
La capacità di carico sarebbe inferiore a quella prevista per le scuole, la procura deve accertare eventuali responsabilità
SAN MINIATO. I solai del liceo scientifico Marconi, una “grossa scatola” diventata scuola nella zona dell’interporto di San Donato, non sono stabili. Presentano piccole lesioni e anche veri distacchi che sono aumentati nel tempo anche se l’edificio è di recente costruzione ed è stato acquistato dalla Provincia nel 2009 con un investimento piuttosto oneroso, oltre 7 milioni di euro, corrisposto alla Logi Immobiliare srl, di Cavriglia in provincia di Arezzo.
Le prime avvisaglie dei possibili problemi strutturali c’erano state due anni fa. Si pensava però che i cedimenti fossero limitati a una zona che era stata già individuata. Invece il monitoraggio che è stato disposto ha evidenziato che gli “sfondellamenti”, vale a dire la rottura del fondello delle pignatte che costituiscono i solai, sono risultati molto più estesi del previsto. E questo è un vero guaio dal punto di vista della stabilità. I tecnici della Provincia, anche se l’edificio è dotato di un certificato di collaudo per uso scolastico, hanno voluto vederci chiaro, anche perché ai solai sono ancorati (inghisati è il termine tecnico) i pannelli di controsoffittatura. Il che significa che se ci sono cedimenti l’ancoraggio si sfila e insieme cedono anche i pannelli del controsoffitto creando così un vero pericolo per alunni e insegnanti. Per capire meglio la natura del problema i tecnici sono andati a ricercare le pratiche strutturali depositate dai progettisti al genio civile. E qui è arrivata un’altra doccia fredda. Anzi, quello che è emerso ha indotto l’attuale presidente della Provincia, Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, a chiudere la scuola fino al 2 novembre e presentare un esposto alla Procura: «L’esposto è abbastanza semplice, chiedo che sia chiarito che non vi siano responsabilità di carattere penale in quanto sono emerse discrepanze tra la documentazione e quanto è stato realizzato nella scuola».
I tecnici, quando sono andati al Genio Civile, hanno visto che la documentazione non è completa e, quando è presente, non sempre è chiara. Per cui si è reso necessario capire cosa è stato fatto quando i solai dell’edificio, nato come centro direzionale, sono stati rinforzati per accogliere una scuola. La portata dei solai di un edificio deve essere diversa, pertinente alla sua destinazione d’uso. Quelli di una scuola devono resistere a sollecitazioni di carico maggiori. E qui potrebbe stare l’inghippo, tanto che al momento la Provincia non ha fornito i nomi del progettista e di chi ha firmato il collaudo, richiamando una riservatezza difficile da comprendere.
La relazione dei tecnici della Provincia - e questo ormai è pacifico - ha messo in evidenza l’esistenza di discrepanze tra la documentazione relativa all’edificio e la situazione effettivamente rilevata. Il presidente della Provincia ha anche dato mandato all’avvocatura, d’intesa con il Settore Edilizia e Programmazione scolastica, di avviare le procedure per la contestazione, al soggetto da cui l’ente acquisì l’immobile, della presenza di vizi occulti.
Ma è chiaro che la catena delle responsabilità, quando le verifiche in corso dovessero trasformare i sospetti in certezze, potrebbe estendersi. L’azienda che ha venduto alla Provincia aveva tra i suoi collaboratori anche l’ingegnere Giovanni Cardinale, di San Giovanni Valdarno, al quale aveva affidato la direzione dei lavori almeno per un certo periodo.
Capire il meccanismo con cui aziende e professionisti si sono avvicendati all’interporto non è semplice. Alcune imprese coinvolte, tra l’altro, sono andate incontro a problemi societari ed economici. Tutto parte da quando la controllata della Carismi - San Genesio Immobiliare Spa - comprò trenta ettari di terreno destinati alla nascita dell’interporto. Una volta terminato l'iter burocratico e l'urbanizzazione dell'area, la San Genesio Spa alienò alla Casprini Holding (sempre di Arezzo) tutta la lottizzazione, successivamente ceduta al gruppo Baldassini-Tognozzi-Pontello. Non rientrò in questa transazione l’immobile che oggi ospita il liceo scientifico Marconi, acquistato dalla Provincia di Pisa. Un intreccio su cui la Procura potrà cercare di capire di più, sempre in relazione alle presunte irregolarità riscontrare nella scuola.
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