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Bus pieni, ragazzi a piedi, crescono disagi e proteste
Pontedera, i genitori degli studenti chiedono aiuto ai sindaci: "Situazione preoccupante". E c’è chi propone di protestare direttamente alla sede dell’azienda
PONTEDERA. Puntuali, come ogni anno scolastico, arrivano i disagi per gli studenti che utilizzano i mezzi di trasporto pubblici per andare alle scuole superiori a Pisa. Quasi tutte la mattine i ragazzi abbonati all’autobus della linea Pontedera-Cascina-Pisa complesso Marchesi non riescono a salire sul primo mezzo che passa. E il secondo non sempre è previsto. Con il risultato che gruppi di giovani, anche se hanno pagato l’abbonamento in maniera regolare, restano a piedi. Alcuni genitori, anche a Cascina, stanno pensando di organizzarsi per promuovere un’azione collettiva e chiedere il rimborso delle somme pagate per un servizio che non viene regolarmente effettuato.
"Mia figlia mi racconta di viaggi verso la scuola che sono allucinanti – dice Stefania Mazzucchi – molte famiglie sono preoccupate per questa situazione. Andremo a protestare direttamente dall’azienda del trasporto pubblico. Alcune settimane fa uno dei bus, che era troppo affollato, è stato costretto a fare scendere i ragazzi". Disservizi e problemi vari sono stati segnalati più volte alla Ctt, ma raddoppiare le corse ha un costo e i Comuni hanno già stabilito il budget destinato al trasporto scolastico, quindi all’azienda che si occupa di questo servizio.
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"Anche su Facebook si è sviluppato un dibattito con tante testimonianze – continua Mazzucchi, parlando a nome di altri genitori – abbiamo visto che a Pisa sta partendo l’idea di un’azione collettiva per cercare di risolvere questo problema, chiedendo aiuto anche ai sindaci". Ci sono state corse saltate sia nel mese di settembre che nelle prime settimane di ottobre. Anche nella mattina di giovedì 20 ottobre il bus che è arrivato a Navacchio era “tutto esaurito” e alcuni studenti sono rimasti a piedi.
"Spesso passano con la scritta “completo” e non si fermano. Questo succede con i bus che arrivano da Pontedera e sono quelli che hanno un solo scompartimento. I doppi non passano da Cascina prima delle 8", racconta un pendolare che usa il bus per andare al lavoro, Stefano Benedettini. "Come mamme stiamo pensando di fare qualcosa, cercando di coinvolgere anche i Comuni e i sindaci", aggiunge Mazzucchi.
I genitori spiegano che ogni anno, in particolare nelle settimane all’inizio della scuola, si verifica sempre la stessa situazione. Dalle proteste si intuisce che manca una pianificazione delle corse. Non ci sono bus in grado di fare fronte alle richieste di chi paga l’abbonamento mensile per andare a scuola. Dopo le prime difficoltà c’è chi si organizza in maniera alternativa, ma con pesanti disagi per le famiglie.
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