Il presidio
Sciopero e presidio a Italiaonline
Spettro cassa integrazione per i laboratori di Navacchio dove lavorano 41 fra ingegneri e tecnici
NAVACCHIO. Sciopero e presidio domani mattina davanti alla sede di Navacchio di Italiaonline, dove operano 41 fra ingegneri e informatici che costituiscono un gruppo all'avanguardia nel settore, fiore all'occhiello dell'azienda e della zona. Nel pomeriggio sindacati e una delegazione di lavoratori s’incontrerà con la sindaca di Cascina Susanna Ceccardi nel giorno in cui si incontreranno azienda e sindacati al Ministero dello sviluppo economico.
La vertenza, infatti, è a livello nazionale per un’azienda nata nel 1994 su iniziativa di Olivetti come prima azienda internet italiana. In particolare, nel laboratorio pisano è nato "Arianna", il primo motore di ricerca Italiano, "Digiland", una delle principali comunità virtuali e, nel 1998 il portale Libero con la sua piattaforma di e-mail che oggi è il sistema di posta elettronica più diffuso in Italia.
«Con l'acquisizione di Virgilio nasce la "nuova" Italiaonline, primo operatore internet in Italia - si legge in una nota - Le acquisizioni di altre aziende non si sono mai fermate, fino alla fusione per incorporazione con Seat Pagine Gialle finalizzata principalmente all'ingresso in borsa della società. Oggi Italiaonline è una società distribuita su 8 regioni e nel suo laboratorio di Pisa sono ancora sviluppati molti dei servizi dei portali Libero e Virgilio.Italiaonline è una società non in perdita che ha chiuso in attivo il 2015 e a conclusione del primo semestre 2016, pur archiviando un utile per 3,8 milioni di euro, ha dichiarato di voler mettere in cassa integrazione 700 dipendenti su 1106, che costituiscono il vero core dell'azienda. Di questi 417 a zero ore, probabili licenziati al termine del periodo di cassa integrazione, quasi la metà della forza lavoro. L'azienda motiva questa decisione affermando che deve affrontare un piano di riorganizzazione da "azienda editoriale su carta ad azienda digitale».
«Ebbene a Pisa il 25% dei tecnici digitali - spiegano nella nota Stefano Del Punta della Cgil, Silvia Cosci della Cisl e Antonio Proietti della Uil - verranno messi da parte, una delle sedi più colpite pur essendo stata dichiarata strategica. Qui lavorano da anni tecnici che hanno fatto la storia di internet, pionieri insieme all'attuale amministratore delegato. Nelle ultime settimane si sono svolti diversi incontri con i sindacati per cercare una soluzione condivisa e alternativa a questa proposta, ma la società ha opposto una rigidità incomprensibile.
I lavoratori di Navacchio fanno appello affinché la Regione Toscana e le amministrazioni locali garantiscano il loro supporto diretto e indiretto nel prossimo incontro presso il Mise».
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