Il Tirreno

Pontedera

Le strade del maxi-villaggio intitolate ai pontederesi

Francesco Turchi
Il cantiere del nuovo villaggio nella zona dello stadio a Pontedera (foto di Franco Silvi)
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Il cantiere del nuovo villaggio nella zona dello stadio a Pontedera (foto di Franco Silvi)

Col nuovo “Green Park” potrebbe essere rafforzata la presenza di personaggi locali nella toponomastica cittadina, ecco le prime proposte

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PONTEDERA. Giusto rendere omaggio ai grandi statisti, alle date che hanno segnato la storia del Paese, agli eroi e alla Costituzione. Passeggiare in corso Matteotti, o in piazza Garibaldi. Attraversare via Roma o via IV Novembre, o parcheggiare in piazza Berlinguer. Ma anche i pontederesi, doc o d’adozione, che sono stati un punto di riferimento per la comunità negli ambiti più disparati (dall’imprenditoria al volontariato, passando per lo sport o la sanità), meriterebbero una maggiore visibilità nella toponomastica cittadina. Non si tratta di “ribattezzare” strade, piazze e viali che hanno già un nome, perché questa operazione - oltre ad essere poco rispettosa - comporterebbe problematiche notevoli per i residenti (dalle carte d’identità alle bollette, tanto per dirne un paio banali). Ma in città ci sono aree “nate” di recente, che aspettano di essere intitolate. E poi c’è un villaggio intero, il “Green Park”, che sta nascendo nella zona dello stadio (150 case, strade, parcheggi, verde pubblico e pista ciclabile nell’immenso terreno tra via della Costituzione e la strada regionale 439, la Sarzanese-Valdera), che una volta completato dovrà essere completamente “intitolato”.

E allora ecco la nostra idea, aperta ai suggerimenti dei lettori (attraverso social, e-mail o telefono): caratterizzarlo con una toponomastica tutta pontederese. Se il centro - per esempio - è molto “politico” e c’è un intero asse che attraversa i continenti (viale Asia, viale Europa, via Africa), ecco che potrebbe nascere il villaggio dei personaggi pontederesi. Come Renzo Remorini, morto nel 1998 a 71 anni, vicesindaco nelle giunte Maccheroni e Monni, leader dei lavoratori della Piaggio, che lo licenziò nel 1965 e poi presidente della Pubblica Assistenza. O come suor Ilaria Meoli (alla quale il Comune ha dedicato il Liced, laboratorio internazionale di cooperazione e diritti, presso il Museo Piaggio), missionaria, medico infettivologo e promotrice di un progetto per la costruzione di un ospedale nella Repubblica Centroafricana, morta in un incidente stradale. Ma il pensiero va anche a Gian Luigi Pecenco, che abitava a Cascina, ma che fu tra i fondatori (nel 1968) del reparto di pediatria dell’ospedale Lotti di Pontedera, per poi diventarne primario fino al 2002 (morì l’anno dopo). E una via potrebbe essere indicata a Vincenzino Blois, ginecologo che ha fatto nascere generazioni di pontederesi. Ma una strada se la meriterebbe anche Ivo Ferrucci (scomparso 10 anni fa), giornalista (storico redattore del nostro giornale), ma anche partigiano, militante del Pci, amministratore, maestro e segretario scolastico, sindacalista della Cgil. E a proposito di politica, Teresa Mattei fu la più giovane deputata dell’Assemblea Costituente della Repubblica. Era nata a Genova e visse a lungo a Usigliano di Lari (dov’è morta nel 2013), ma è stata un personaggio per una zona che vede in Pontedera la sua “capitale”. Se n’è andata nel 2013, ma per lei ( (vedi box in alto a sinistra), potrebbe scattare la deroga. Tornando ai pontederesi, Arturo Pasquinucci è stato il “re delle porcellane”, che fece fare il salto di qualità all’azienda di ceramiche fondata dal padre Giovanni Battista nel 1870. E poi ci sono i coniugi Athos e Ida Carrara, storici titolari dell’omonima libreria. Lui, scrittore fiorentino cattolico, aveva rilevato la cartolibreria Tani nel 1939, e gestiva il piccolo esercizio spinto da un'entusiasmo che sconfinava nella missione. Insieme a lei, “prof”» di francese, che insegnava spesso anche gratuitamente. Agli operai della Piaggio che dovevano prendere il titolo di terza media faceva lezione al mattino molto presto, perché poi dovevano entrare a lavoro. Storie di una Pontedera che fu, che meriterebbero un posto fisso sulle mappe e nella memoria di una città. Questa, insomma, è solo una prima rosa di nomi, tutt’altro che esaustiva. Che può essere integrata con i vostri suggerimenti.

COME FUNZIONA

La toponomastica stradale è regolata dalla legge del 23 giugno 1927, n° 1188. Che specifica che «nessuna strada o piazza pubblica può essere denominata a persone che non siano decedute da almeno 10 anni». Tuttavia è facoltà del ministero consentire la deroga in casi eccezionali, quando si tratti di persone per particolari benemerenze di livello nazionale. L’iter viene avviato dalla commissione toponomastica comunale, poi il prefetto valuta le proposte.

DAL CAMPO BRACCINI AL PALAZOLI: LA MAPPA

Buona parte dei pontederesi presenti nella toponomastica, hanno “debuttato” nel 1998, quando la giunta decise di riscoprire le sue radici e quei personaggi che in qualche modo avevano scandito il secolo che stava finendo. Le novità più importanti riguardavano gli impianti sportivi: il palazzetto dello sport dedicato a Emilio Zoli, «che ha dato un grosso contributo al raggiungimento di risultati sportivi nella nostra città», il campo sportivo di La Rotta ai fratelli Arturo e Ivo Braccini «per aver contribuito allo sviluppo dell'attività calcistica nella frazione». La casa albergo di via De Gasperi, ex Villa Piaggio, fu dedicata a Roberto Bertelli, ex consigliere comunale, e il centro socio-culturale di via Valtriani ad Alberto Carpi, sindaco per alcune legislature. Il centro culturale in via della Stazione vecchia porta invece il nome di Otello Cirri, primo sindaco eletto dopo la guerra e stimato artista in campo pittorico. Poi, nel 2006, per esempio, nel quartiere Galimberti, fu inaugurata la piazza intitolata a Gino Luperini, maestro elementare e cultore di materie umanistiche e storiche, antifascista e partigiano.

 

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