Il Tirreno

Pontedera

san miniato

Deve scontare tredici anni Arrestato dai carabinieri

SAN MINIATO. È tornato in carcere Carmelo Gaita, 62 anni, residente a San Miniato anche se originario di San Giuseppe Jato (Palermo), arrestato dai carabinieri della città della Rocca in esecuzione...

2 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. È tornato in carcere Carmelo Gaita, 62 anni, residente a San Miniato anche se originario di San Giuseppe Jato (Palermo), arrestato dai carabinieri della città della Rocca in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in quanto deve espiare in totale circa 13 anni di reclusione. Pene che sono passate in giudicato e che quindi sono diventate definitive per vecchie vicende in cui Gaita è rimasto coinvolto e che l’hanno visto indagato per i reati di estorsione e ricettazione.

In uno di questi procedimenti Gaita era stato indagato insieme ad altre cinque persone. Al processo la banda aveva ricevuto condanne, in tribunale a Lucca, per quasi 40 anni di carcere, per una vicenda che risaliva alla fine degli anni Novanta. Molti dei reati contestati quando si arrivò al processo erano stati prescritti. Nei guai alla fine del 1998 anche i responsabili di due società di marketing che furono arrestati dalla guardia di finanza. Erano accusati di aver estorto denaro a imprenditori fiorentini e lucchesi in gravi difficoltà. La denuncia partì infatti da un imprenditore del settore conciario. Gaita era stato condannato in primo grado a sei anni e sei mesi di carcere. A questa si sono aggiunte altre condanne che hanno portato in carcere l’uomo piuttosto conosciuto nel comprensorio del Cuoio.

Ora iI carabinieri hanno dato esecuzione alla misura senza incontrare particolari problemi in quanto Gaita era a conoscenza delle sue vicende giudiziarie. Non è escluso che in seguito possa fare richiesta di un’attenuazione della misura cautelare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera