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Asv, il veto ambientale di Volterra

Il sindaco Buselli chiede garanzie per il progetto del post discarica

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VOLTERRA. Niente di fatto dall’assemblea dell’Azienda servizi Valdicecina (Asv) sul futuro della discarica di Buriano, ma soprattutto su come gestire la società e i gli alti costi che i Comuni devono sopportare per un’attività che, attualmente, è molto ridotta a causa della chiusura del sito da parte della Provincia.

Nell’incontro di ieri si è discusso delle manifestazioni d’interesse avanzate da privati, invitati dai vertici aziendali a proporre soluzioni da mettere in pratica nell’area della discarica. Il progetto più probabile riguarda un impianto di compostaggio, ma la discussione attorno a questa operazione è stata rimandata al 7 novembre.

Entro quella data le amministrazioni comunali che hanno riserve sul progetto dovranno esprimere un parere netto. Una di queste è Volterra che, in una nota del Comune, non le manda certo a dire: «Siamo stati contrari all'avvio di questa procedura, nonostante sia non vincolante, perché non si erano in precedenza individuate garanzie invalicabili, in un campo delicato e complesso come quello dei rifiuti. Pertanto confermo che per Volterra l'aspetto ambientale è imprescindibile e sicuramente precede inevitabili considerazioni di carattere economico, legate alla chiusura della discarica di Buriano e alla questione del post mortem».

Nell’assemblea si è parlato anche dei costi e della polemiche sollevate essenzialmente all’interno del consiglio comunale di Palazzo dei Priori da parte dei gruppi di minoranza. «Riguardo alla società - prosegue il comunicato del sindaco volterrano, Marco Buselli - non possiamo certo chiuderla quando ancora non abbiamo il piano di chiusura della discarica, che attualmente la Regione sta vagliando, e non esistendo tuttora un gestore unico che possa prendere in carico la situazione. Lavoreremo invece con i sindacati per trovare assieme una soluzione sui lavoratori Asv».

E un altro aspetto che dovrà essere chiarito è relativo agli effetti del cosiddetto “decreto Madia”, la riforma della pubblica amministrazione. «Dovremo valutarne le conseguenze per partecipate come l’Asv - ha ripreso Buselli - che non sono più strategiche. Può darsi che dovremo dismettere le quote. Questa, e il resto delle questioni dovranno essere approfondite nelle prossime settimane».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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