Il presidio
«Ha detto d’avere messo una bomba vicino al negozio»
CASCINA. Luca Tanca, titolare della yogurteria “Yo, ILoveYo.it” aperta a Cascina circa un anno e mezzo fa lungo la Tosco Romagnola non avrebbe mai immaginato di vedere arrivare un rapinatore alle 23....
CASCINA. Luca Tanca, titolare della yogurteria “Yo, ILoveYo.it” aperta a Cascina circa un anno e mezzo fa lungo la Tosco Romagnola non avrebbe mai immaginato di vedere arrivare un rapinatore alle 23.30, con il locale ancora pieno di persone. E così l’altra sera, quando il malvivente è entrato, non ha pensato che dietro a quell’uomo con il volto travisato ci potesse essere un bandito.
«È entrato insieme ad un cliente – racconta Tanca – aveva una sorta di cappuccio in testa. Ha intimato a chi era davanti al negozio di entrare dentro. Sembrava che scherzasse, almeno all’inizio. Invece poi ho capito che faceva sul serio. Ci ha minacciato, menava il coltello qua e là, ci siamo resi conto che non c’era tanto da scherzarci su. Abbiamo fatto quello che chiedeva, anche perché in certe situazioni non puoi sapere come reagisce chi ti trovi davanti. Gli ho dato i soldi che avevo nel registratore di cassa e anche i clienti presi di mira hanno fatto quello che chiedeva. Abbiamo avuto paura», racconta il commerciante. Prima di lasciare Cascina il malvivente, facile da riconoscere anche per i vistosi tatuaggi che ha sulle braccia, ha usato la stessa minaccia che aveva sentito una delle clienti del bar “Sì Caffè” di Pontedera.
«Prima di darsi alla fuga ha detto ai clienti di non uscire perché aveva messo un bomba, dell’esplosivo, vicino all’ingresso del negozio», aggiunge Valentina Russo, moglie del titolare della yogurteria. Immediata la richiesta di intervento ai carabinieri, intervenuti sia da Navacchio che da Pontedera. E come spesso succede, la sinergia tra i cittadini e i militari, con l’aiuto in questo caso della tecnologia e di un pizzico di fortuna, ha permesso ai carabinieri di chiudere le indagini sulle rapine avvenute domenica sera in tempo da record. Il proprietario del telefono dotato di localizzatore lo ha infatti attivato e si è mantenuto in stretto contatto con la centrale del 112 per facilitare le ricerche del malvivente. Il romeno è stato bloccato poco dopo mezzanotte. L’arresto in flagranza di reato non era possibile, ma è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria e trasferito nel carcere di Pisa. Ora verrà indagato anche per la rapina nel bar e non è escluso che finisca nei guai anche per altri colpi.
«Abbiamo passato la notte in caserma per questa storia - racconta Russo - Ci è stato spiegato che non poteva essere arrestato e siamo rimasti un po’ sorpresi. Di fronte a reati come questi ci vuole una riposta decisa, senza starci a pensare troppo».
Le vittime delle rapine hanno riconosciuto l’uomo quando lo hanno visto nella caserma di via Lotti dopo il fermo.(s.c.)
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