Il presidio
Le sale operatorie saranno riorganizzate
L’Asl le potenzierà con gli infermieri degli ambulatori chirurgici
PONTEDERA. La battaglia del Nursind, il sindacato degli infermieri, per chiedere all’azienda sanitaria di potenziare il personale infermieristico e di rivedere il lavoro del blocco operatorio dell’ospedale Lotti non si ferma.
Venerdì è stata organizzata un’assemblea a cui ha partecipato la totalità degli infermieri e degli operatori sociosanitari, ad eccezione dei soli due infermieri impegnati nella conclusione di un intervento alle 13, cioè quando ha avuto inizio la protesta.
Il personale si è confrontato rispetto a quella che venerdì era un’indiscrezione e che ieri è stata confermata dal direttore sanitario del presidio pontederese, dottor Renato Colombai. Cioè che l'azienda sta preparando un piano di riorganizzazione che prevede «l'implementazione del personale infermieristico del blocco operatorio con il personale infermieristico delle sale dell'ambulatorio chirurgico e non solo», spiega il sindacato.
Il Nursind, in accordo con gli infermieri del blocco operatorio, ha indetto per il prossimo venerdì dalle ore 13 alle 15 un’altra assemblea del personale con il blocco dell'attività operatoria se entro la metà della prossima settimana il piano aziendale non vedrà la luce e se non sarà risolutivo della situazione di disagio che sta vivendo il personale del blocco operatorio. «Va da sé che, se si dovesse arrivare con un nulla di fatto al prossimo venerdì, la proclamazione dello stato di agitazione con la richiesta di incontro con il prefetto per scongiurare lo sciopero sarebbe un dato di fatto», spiega Daniele Carbocci, segretario provinciale del Nursind.
Al blocco operatorio del Lotti sono quattro gli infermieri che mancano: questo comporta un numero esiguo di personale in servizio durante le sedute operatorie e un elevato carico di turni di pronta disponibilità (fino a dieci giorni contro i sei previsti dal contratto) che incidono in modo importante sullo stress degli operatori, aveva denunciato il Nursind prima di iniziare la protesta. Più aumenta la stanchezza, maggiori sono i rischi di errori professionali.
Ma le sale operatorie hanno anche altri problemi a cominciare dalle lunghe attese a cui sono destinati i pazienti prima e dopo un intervento. Oltre alla carenza strutturale di infermieri, due assenze per malattia e gravidanza che portano il conto totale degli infermieri mancanti a sei su un organico complessivo di ventisette.
Il direttore sanitario del Lotti conferma che è stato predisposto un piano di riorganizzazione del lavoro della sale operatorie (che sono cinque più quella delle emergenze) e che prima di mercoledì sarà illustrato al personale e ai sindacati. L’azienda riconosce il problema del blocco operatorio e pensa di poter riorganizzare il lavoro così da ottimizzare il servizio potenziando il personale, tenendo conto che le sale operatorie svolgono una notevole mole di lavoro con circa cinquemila interventi chirurgici all’anno tra ricoveri ordinari e in day surgery, cioè con la chirurgia di un giorno.
Il piano di cui si parla non convince del tutto gli addetti ai lavori, anche se non ne conoscono il contenuto nel dettaglio. L’Asl sta pensando di aggregare il personale del blocco operatorio con quello degli ambulatori chirurgici per dare “respiro” agli infermieri delle sale operatorie che lavorano in condizioni non ottimale.
C’è da capire se il travaso di personale sarà sufficiente e quali potranno essere le ripercussioni sull’attività degli ambulatori chirurgici.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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