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Conclusa l’inchiesta della Procura sui maltrattamenti in una scuola

Conclusa l’inchiesta della Procura sui maltrattamenti in una scuola

Indagate due insegnanti per episodi avvenuti in una primaria a Santa Croce sull’Arno Il magistrato si avvia a chiedere il rinvio a giudizio. Decisive le immagini di una telecamera

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SANTA CROCE. Si sono concluse le indagini della Procura di Pisa sulle due maestre di una scuola primaria di Santa Croce sull'Arno (attualmente solo una è rimasta in servizio anche se ha una classe diversa) che la scorsa primavera vennero sospese dal servizio per un mese con un'ordinanza del Gip del Tribunale di Pisa, Elsa Iadaresta.

Le due insegnanti sessantenni sono accusate di maltrattamenti sui piccoli allievi, documentati, dopo la querela presentata dai genitori di una bambina, dalla certificazione medica prodotta insieme alla denuncia e dalle immagini della telecamera installata dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale nell'aula dove i diciassette bambini frequentavano le lezioni e che per settimane ha seguito gli atti di violenza, strattoni, colpi sulla testa e sulla schiena, che in un'occasione sono stati così energici da provocare alcune lievi lesioni sul corpo di una bambina.

Alle due maestre indagate è stato notificato, pochi giorni fa, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Il pubblico ministero, Flavia Alemi, che nel maggio scorso aveva ritenuto sufficiente richiedere la misura della sospensione dal servizio per evitare nel breve periodo la reiterazione del reato delle due maestre si appresta a chiederne il rinvio a giudizio.

Una storia complessa che chiama in causa anche le responsabilità di chi avrebbe dovuto controllare cosa succedeva con i bambini affidati ad una delle maestre, quella accusata degli atti di violenza più gravi, e che era era stata già denunciata per lo stesso motivo nel 2010 quando insegnava a Ponte a Egola, in un’altra scuola statale.

La denuncia presentata dai genitori finì nel dimenticatoio e non vennero svolti accertamenti più approfonditi.

L’indagine aveva portato alla luce un serie di situazioni anomale, dovute all’atteggiamento dell’insegnante che aveva l’abitudine, secondo l’accusa, di usare un vasto repertorio di offese come "idiota, imbecille, vagabonda, rimbambita". O ancora farsi come: "Tuo fratello è duro peggio di te"; "Io ti batterei in terra, ti batterei". Solo in un caso, come abbiamo detto, c’è stato, sempre secondo la denuncia, un episodio di strattonamento vero e proprio.

Più marginale il ruolo dell’altra docente che è accusata di non essere intervenuta a fermare questi metodi e di non averli segnalati alla dirigente scolastica.

Nei mesi scorsi i carabinieri avevano sentito i genitori di tutti i bambini della classe. Il provveditorato non ha adottato alcun provvedimento per l’insegnante che è di ruolo e continua a lavorare, nonostante le proteste dei genitori, nella stessa scuola.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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