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Cinque appartamenti destinati ad anziani e vittime di violenza

Cinque appartamenti destinati ad anziani e vittime di violenza

BIENTINA. Cinque appartamenti da dedicare agli anziani e alle vittime di violenza, in un palazzo storico tornato a nuova vita. Questi gli elementi presentati ieri alla collettività, con l'inaugurazio...

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BIENTINA. Cinque appartamenti da dedicare agli anziani e alle vittime di violenza, in un palazzo storico tornato a nuova vita.

Questi gli elementi presentati ieri alla collettività, con l'inaugurazione ufficiale del palazzo ex Acli ristrutturato in via XX settembre.

«La degna conclusione di un lungo lavoro nel quale come amministrazione abbiamo creduto fermamente per i suoi molteplici vantaggi - spiega il sindaco Corrado Guidi - Una bella collaborazione Comune-parrocchia che restituisce alla comunità un palazzo storico abbandonato da tempo, dando la possibilità ad alcune persone anziane del territorio, autosufficienti, la possibilità di godere di una migliore qualità di vita e un po' di serenità».

Così torna alla vita la storica palazzina di tre piani, che per decenni ha funto da quartier generale della politica cattolica nel paese. Sede dell'Acli al piano terra sino al 2007 e della Democrazia Cristiana per decenni ai piani superiori, dove negli anni hanno trovato posto anche Azione Cattolica e scout, di proprietà della parrocchia, il palazzo signorile, decorato con numerosi affreschi, era pressoché inutilizzato nei piani superiori dall'inizio degli anni 90, finendo nel 2009 al centro di un progetto.

«Abbiamo fatto una proposta alla parrocchia - dice Guidi - offrendoci di pagare la ristrutturazione per utilizzarlo a fini sociali e tenendolo in comodato d'uso per 30 anni».

Una ristrutturazione costata al Comune circa 350mila euro, che rientreranno, in parte, dall'affitto che l'Asl pagherà nell'alveo dei progetti previsti per gli spazi. Gli appartamenti saranno così ripartiti: due, al primo piano, dedicati a persone autosufficienti oggi ospitate nei centri anziani, nell'ambito dei progetti della Regione Toscana e della Società della Salute; rispettivamente due ed uno, del secondo piano, come rifugio per donne vittime di violenza e ad una persona anziana in attesa di alloggio popolare.

Nilo Di Modica

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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