Il presidio
Bus guasto, gli studenti a piedi
Protestano i genitori che sono stati costretti a portare i figli a scuola con l’auto
PISA. È accaduto di nuovo: autobus guasto e studenti costretti a raggiungere la scuola con mezzi alternativi, a rinunciare ad una giornata di lezioni o a ritardare l'arrivo tra le mura scolastiche.
Eppure l'autobus ieri mattina era regolarmente partito, ma alla fermata - dove lo attendevano decine di studenti - non è mai arrivato. Un guasto ha messo ko uno dei due mezzi della Ctt Nord - l'azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale su gomma nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara - usati sulla linea extraurbana che da Navacchio permettono a centinaia di studenti di raggiungere Pisa ed in particolare il complesso scolastico Concetto Marchesi. Una parte dei ragazzi ha potuto raggiungere l'istituito, l'altra è rimasta in strada ad attendere invano l'arrivo del mezzo. Un problema ormai annoso, che ieri ha scatenato le proteste dei genitori, costretti ad organizzare in extremis una trasferta nel capoluogo di provincia pur di permettere ai propri figli di seguire le lezioni. Le segnalazioni alla compagnia di trasporto non sembrano più bastare. Le lamentele dei genitori sono approdate ieri anche all'istituto scolastico, al quale è stato chiesto di far presente la problematica alla Ctt Nord e di chiedere di fare il possibile per assicurare un servizio più adeguato alle esigenze delle centinaia di studenti che ogni giorno raggiungono Pisa.
«Il problema - sottolineano i sindacati - è l'assenza di mezzi». «Non c'è un numero sufficiente di autobus per assicurare il servizio e sostituire quelli guasti - proseguono le organizzazioni dei lavoratori - e su strada ci finiscono anche quelli non in perfette condizioni. Inevitabili quindi i guasti e i disagi».
Una questione evidenziata anche con due recenti scioperi che nelle scorse settimane hanno "inaugurato" il nuovo anno scolastico. «Al numero inadeguato dei mezzi e alla vetustà dei pullman - concludono i sindacati - si aggiunge l'assenza di manutenzione e dei pezzi di ricambi».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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