Il presidio
Il bandito: datemi i soldi, sono disperato
Armato di coltello, entra al “Sì Caffè” davanti all’ospedale e minaccia la barista e due clienti. Prende il denaro e chiede scusa
PONTEDERA. «Datemi i soldi o vi ammazzo». Sembrava piuttosto deciso il rapinatore solitario che ieri di prima mattina ha dato l’assalto a uno dei bar, il “Sì Caffè”, situato all’ingresso dell’ospedale Lotti, in via Roma. C’erano la titolare, Ilenia Meucci, e due clienti che certamente non immaginavano di cominciare la mattina avendo un faccia a faccia con il rapinatore.
«Quando è entrato aveva un passamontagna verde e un coltello. Abbiamo capito subito che cosa voleva. Ci ha puntato il coltello contro prima a me e poi alle clienti. Mi ha chiesto i soldi della cassa ma c’erano solo pochi spiccioli – racconta la commerciante – allora ha preso la borsa a una delle clienti. Dentro c’erano soldi, documenti, il cellulare. Non ho pensato nemmeno un solo istante a reagire, siamo rimaste terrorizzate, non sai mai con chi hai a che fare. Non è stato un momento facile».
Il malvivente, prima di entrare in azione, ha osservato a lungo il bar. Ci sono cittadini che lo hanno visto, a bordo di un furgone, in sosta in via Roma. «Sì, lo avevo visto anche io – continua la barista, sotto lo sguardo sconcertato dei clienti – ma non immaginavo che fosse lì per compiere una rapina». Attimi di terrore, anche se il malvivente prima di andarsene avrebbe cercato in qualche modo di dare una sua spiegazione a quello che stava facendo. «Scusatemi, sono un disperato». È questa la frase che hanno sentito sia la barista che le clienti. Parole che il rapinatore ha detto dopo che aveva puntato il coltello alla gola delle due clienti e della barista. Alla fine la rapina gli ha fruttato sì e no 100 euro. Prima di uscire di scena l’ammissione che ha lasciato le donne senza parole: «Sono un disperato», parole che aprono mille possibili scenari.
Sul posto è intervenuta la polizia che ora si occupa delle indagini. È stato poi spiegato che il bandito solitario è fuggito a bordo di un furgone che era stato rubato. «Forse quell’uomo ci teneva d’occhio da tempo – dice l’altro socio del bar, Samuele Zazzeri – magari è venuto anche a prendere un caffè». Domande inevitabili.
La rapina di ieri ricorda quella che è stata sventata dalla parrucchiera di via De Gasperi, pochi giorni fa. Anche in quel caso era entrato in azione un bandito solitario che era armato di un trincetto e indossava un passamontagna. Il bandito solitario aveva avuto una colluttazione con la parrucchiera che lo aveva messo in fuga usando una scopa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
