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Pontedera

Un santacrocese parla all’Assemblea Onu

Il giornalista Andrea Pannocchia è intervenuto sul conflitto tra il Marocco e il Fronte Polisario

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SANTA CROCE.

Nei giorni scorsi Andrea Pannocchia, santacrocese, giornalista, scrittore e dottore di ricerca in sociologia della comunicazione, ha partecipato alla 27esima Sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York, intervenendo come petitioner nel Quarto Comitato, denominato Special Political and Decolonization Committee.

«Una delle questioni aperte, che annualmente vengono discusse al cospetto degli ambasciatori dei Paesi che aderiscono all'Onu - racconta Pannocchia - è quella relativa al Sahara Occidentale, dove esiste un conflitto, tra il Marocco e il Fronte Polisario. Sono intervenuto in favore del Marocco per diversi motivi. Intanto perché, in generale, ritengo fondate le rivendicazioni dello stato alawita su quel territorio, un tempo possedimento coloniale spagnolo, laddove invece la questione è sempre stata presentata, soprattutto in Toscana, grazie anche all'impostazione terzomondista e ideologica di molte amministrazioni comunali, in maniera distorta. La propaganda del Polisario ha fatto in modo che il popolo saharawi fosse identificato col proprio movimento, ma in realtà la maggioranza di loro, per ragioni storiche e culturali, si sente marocchina, come ho potuto constatare durante un mio viaggio a Laayoune, la capitale della regione, nel 2015, in cui ho preso visione anche delle grandi realizzazioni economiche, sociali e infrastrutturali realizzate da Rabat, nel corso di quaranta anni, in mezzo alla sabbia del deserto».

«Inoltre, nell'ambito di uno straordinario processo di democratizzazione e di modernizzazione del Paese - prosegue Pannocchia - sotto l'impulso di Re Mohammed VI, è stata di recente presentata una proposta di forte autonomia per la regione che, nell’ambito dell’appartenenza al Marocco, consentirà agli abitanti del Sahara Occidentale di godere dei più ampi poteri di autogoverno; e anche molti esponenti del fronte indipendentista si stanno convincendo che questa sia la strada da percorrere».

«Il mio intervento - conclude Pannocchia - ha riguardato la mancanza di un censimento nei campi profughi di Tindouf, in Algeria dove - ci sono numerosi studi e articoli al riguardo - esistono meccanismi per frodare gli aiuti economici, per esempio dichiarando un numero di abitanti molto superiore alla realtà delle presenze, e preoccupanti legami con il terrorismo islamico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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