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Pontedera

Irregolarità alla Tinaia Il Comune scrive al prefetto

Avviato il procedimento amministrativo che potrebbe portare alla chiusura Ora il centro ospita 56 migranti. «Ignorato il principio dell’accoglienza diffusa»

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CASCINA. Il consiglio comunale ha votato un atto di indirizzo con cui impegna il sindaco a non accogliere profughi in strutture di proprietà comunale. E al tempo stesso prevede di sollecitare la prefettura a cambiare linea. Si dà infatti mandato al sindaco di chiedere che il prefetto interpelli preventivamente il sindaco prima di inviare profughi in strutture private presenti sul territorio. Così come si chiede di invitare le cooperative che gestiscono l'accoglienza a pubblicare i bilanci analitici della loro attività.

L’altro passo che riguarda i migranti è l’avvio del procedimento che riguarda la verifica dei requisiti dell’immobile della Tinaia di proprietà di Maria Paola Del Punta, situato nella campagna di Santo Stefano a Macerata. La struttura su cui si è giocata buona parte della campagna elettorale delle amministrative. Dove inizialmente la prefettura ha inviato 32 migranti, passati a 53 e in questi giorni a 56. Secondo il Comune di Cascina, che ha inviato una dettagliata relazione alla prefettura, un così alto numero di migrati contrasta con quanto stabilito dal bando di gara dove si indica come requisito la «compatibilità delle soluzioni individuate con eventuali esigenze di ordine e sicurezza pubblica e di impatto sociale sul territorio». Il fatto che 56 migranti siano alloggiati in un’unica struttura lungo via Santa Maria «comporta un impatto sociale devastante - ha spiegato il Comune – considerato che nella strada ci sono pochi casolari con al massimo 50 residenti». Il principio dell’accoglienza diffusa, voluto dai sindaci pisani, a Cascina non viene osservato. La sindaca Susanna Ceccardi, anche se al momento ha sposato la strada della cautela, non ha mai fatto mistero di volere arrivare allo sgombero della Tinaia. I numerosi accertamenti tecnici effettuati in questi mesi sono serviti a mettere nero su bianco alcune irregolarità a cominciare da quelle che riguardano la cucina. Ora all’esterno sono stati segnalati cumuli di macerie composti da materie plastiche, sedie, bidoni e due contenitori per liquami che prima erano interrati e che sono stati danneggiati dal cedimento del sottosuolo.

Questo non sarà l’unico fronte che si apre a Cascina per quanto riguarda l’accoglienza. Da mesi infatti il Comune segnala alla prefettura i problemi, che potrebbero avere ripercussioni sulla salute, che ci sono agli scarichi fognari del casello idraulico a San Benedetto a Settimo dove vivono 17 migranti e dove è presente una fognatura a cielo aperto.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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