Il presidio
In busta paga incrementi annui di 827 euro
Degli aumenti in busta paga hanno beneficiato 843 lavoratori sui 1.630 totali (il 52%). La vicenda riguarda tutto il personale, esclusi medici e dirigenti: infermieri, amministrativi, tecnici di...
Degli aumenti in busta paga hanno beneficiato 843 lavoratori sui 1.630 totali (il 52%). La vicenda riguarda tutto il personale, esclusi medici e dirigenti: infermieri, amministrativi, tecnici di laboratorio e operatori socio sanitari (oss). In media gli aumenti sono di 827 euro lordi all’anno, come spiegato dalla Funzione pubblica Cisl, mentre il primo pagamento è avvenuto lo scorso luglio, quando “gli inclusi” nelle progressione economica orizzontale (detta anche fascia economica) hanno ricevuto un’aggiunta allo stipendio comprensiva degli arretrati dal primo gennaio 2015. «Una bella cifre - spiega la responsabile provinciale della Funzione pubblica della Cisl, Cinzia Ferrante (nella foto) - C’è chi si è visto accreditare anche 1.700 euro e chi nemmeno un euro». Ma, secondo la sigla sindacale, il problema è che gli aumenti sono andati, nella maggior parte dei casi, a lavoratori con un livello alto. «Un esempio sono i Ds, l’inquadramento più alto che comprende responsabili in genere - dice ancora Ferrante - con 82 dipendenti su 102 che hanno ricevuto l’aumento. Oppure i D, in gran parte infermieri, che hanno ottenuto la progressione economica in 665 su 1.124. I laboratori di livello Bs, in cui sono inclusi gli oss, invece, hanno visto aumentare la busta paga solo in 61 sui 224 totali, mentre i B, il livello meno qualificato insieme ai dipendenti della categoria A, appena 22 su 67». Numeri inseriti nell’esposto per una vicenda che, un mese fa, vide anche la presentazione di una querela da parte di esponenti della Cgil nei confronti di Cinzia Ferrante. Un passaggio della lunga polemica tra sindacati dopo la firma dell’accordo con l’Asl che la Cisl fu l’unica sigla a non ratificare.
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