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Emergenza casa: per gli aiuti servono due anni di residenza

CASCINA. Il consiglio comunale ha approvato il nuovo regolamento "Per il governo dell'emergenza abitativa ed i suoi interventi", proposto dall'assessore al Welfare, Edoardo Ziello. «Prima del nostro...

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CASCINA. Il consiglio comunale ha approvato il nuovo regolamento "Per il governo dell'emergenza abitativa ed i suoi interventi", proposto dall'assessore al Welfare, Edoardo Ziello.

«Prima del nostro intervento il sistema veniva gestito sulla base di un vecchio regolamento del duemilaundici ormai obsoleto e non aggiornato alle nuove riforme legislative e da uno scarno disciplinare che regolava i rapporti tra Comune e operatori del sistema con una serie di criteri che trasudavano di burocratese con scarsa efficacia nella gestione del fenomeno», spiega Ziello.

Tra i vari criteri di accesso al sistema, si richiede una residenza nel Comune di Cascina di almeno due anni e l'assenza di proprietà ovvero diritti reali nel territorio nazionale ed estero, richiedendo a tutti gli stranieri di apposite certificazioni o attestazioni, rilasciate dalle competenti autorità diplomatiche estere, che certifichino l'assenza di tali diritti reali nel Paese di origine o di ultimo soggiorno. «L'intento è quello di mettere i cittadini italiani e stranieri sullo stesso piano, nell'ambito dei controlli che può effettuare la Pubblica Amministrazione italiana», dice ancora Ziello.

Vengono introdotti una serie di principi politici fondamentali: turn over; storicità di presenza; temporaneità degli interventi dell'ente comunale.

Quando la Commissione che analizzerà i singoli casi di emergenza abitativa adotterà un provvedimento contributivo, indicherà in forma chiara ed evidente l'inizio del percorso di sostegno, da parte dell'ente comunale, e una fine, «proprio per evitare che si creino situazioni di assistenzialismo perpetuo che ingolfano il nostro sistema di welfare comunale, generando inesorabili e inutili ingorghi che alimentano la tensione sociale tra i cittadini. Il nostro obiettivo è quello di aiutare le famiglie nel periodo di difficoltà per poi farle uscire dal sistema di assistenza non appena hanno passato il periodo di criticità, ecco il concetto di temporaneità degli interventi che si contrappone all'assistenzialismo perpetuo che appesantisce e logora il sistema di welfare».

È stata introdotta anche in questo regolamento la storicità di presenza. Si prevede un sistema di attribuzione di punteggi in forma crescente correlato al numero di anni di residenza sul territorio. I soggetti assegnatari di alloggi di emergenza abitativa dovranno sottoscrivere un apposito atto definito come "Patto sociale" che individua, oltre ai classici obblighi derivanti da un rapporto di concessione d'uso, quello di svolgere attività di volontariato, compatibilmente alle condizioni fisico-motorie del soggetto. Ogni tre mesi, per il funzionare comunale competente, dovrà redigere un'apposita relazione sullo stato dell'emergenza abitativa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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