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Asl, aumenti ai dipendenti Esposto alla Corte dei conti

Asl, aumenti ai dipendenti Esposto alla Corte dei conti

Per la Cisl sono illegittimi i criteri per l’assegnazione della progressione economica Ferrante: «Valutate anche assenze per malattie gravi. Chi ha sbagliato pagherà»

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PONTEDERA. Un esposto alla procura della Corte dei Conti per l’assegnazione della cosiddetta “progressione economica orizzontale” ai dipendenti dell’Asl. Lo presenta la Funzione pubblica della Cisl ipotizzando un danno erariale causato dall’assegnazione, ritenuta sbagliata, dall’azienda sanitaria. «Secondo noi sono stati commessi gravi errori e discriminazioni nei confronti di gran parte del personale», spiega Cinzia Ferrante, leader dell’organizzazione sindacale, rispetto a un tema molto sentito come quello degli aumenti di stipendio ai lavoratori.

Già, perché la progressione economica orizzontale altro non è che la selezione del personale meritevole di ricevere più soldi in busta paga. Un aumento che durerà mensilmente fino al termine dell’attività lavorativa, sancita dalla pensione. «È un passaggio molto importante - riprende Ferrante che ieri ha presentato l’esposto nella saletta di radiologia al piano terra dell’ospedale Lotti di Pontedera, davanti a un nutrito gruppo di lavoratori - Era dal 2010 che l’Asl non apriva le porte alle fasce economiche. Ma il problema è che sono stati utilizzati criteri sbagliati per stabilire a chi assegnare gli aumenti di stipendio e a chi no».

Secondo la Cisl, infatti, doveva essere applicata la legge Brunetta, «che premia la meritocrazia. Ma oltre a questa, l’Asl ha pensato bene di individuare i dipendenti ai quali alzare lo stipendio in base alle assenze collezionate dal personale negli ultimi due anni, includendo anche quelle per malattie gravi o per la maternità, oltre ai permessi di studio. Insomma, siamo andati oltre e il risultato è stato una disparità enorme tra il personale inquadrato in un livello alto e quelli di basso livello».

E come se non bastasse, in base a quanto raccontato da Ferrante, «la scelta dei dipendenti da premiare è stata fatta attraverso una unica graduatoria in cui si è messo in conflitto d’interessi chi doveva fare le valutazioni e chi doveva essere valutato. La valutazione del personale, infatti, è stata fatta dai responsabili dei vari reparti e degli uffici, i quali, a loro volta sono stati valutati dai dirigenti delle varie aree. Da qui si è creata una situazione in cui ad avere i benefici maggiori sono stati i dipendenti con un inquadramento alto».

La decisione di presentare l’esposto per presunto danno erariale nei confronti dell’Asl Toscana Nord Ovest alla procura della Corte dei Conti di Firenze arriva a distanza di un anno dall’inizio della vicenda. «Ci rifiutammo di firmare l’accordo con l’azienda - dice ancora Cinzia Ferrante - a differenza della Cgil, del Nursind e della Uil. Anzi, decretammo lo stato di agitazione e ci rivolgemmo al prefetto per la proceduta di raffreddamento del conflitto che, però, fallì per via della firma fatta dalle altre sigle sindacali sull’accordo. Successivamente abbiamo diffidato l’Asl dal procedere con l’assegnazione delle fasce dietro presentazione di 150 lettere di altrettanti dipendenti. Davanti a tutte questi passaggi, però, non è cambiato niente. E ora non ci resta che presentare l’esporto. E chi ha sbagliato pagherà». (a.q.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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