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Via D’Acquisto croce quotidiana degli automobilisti
Proteste per le buche e gli avvallamenti «Ma il vero problema è la velocità elevata»
PONTEDERA. La strada è di competenza comunale e unisce Pontedera a Calcinaia, passando dal ponte sull’Arno. Ma da diversi anni le due amministrazioni non investono nella manutenzione dell’asfalto lungo la carreggiata che per un tratto, quello pontederese, si chiama via Salvo D’Acquisto per diventare via Giovanni XXIII in terra calcinaiola. Al di là della denominazione i problemi sono gli stessi: l’eccessiva velocità dei veicoli che la percorrono e il fondo stradale che nasconde mille rischi. Buche più o meno grandi, alcune delle quali ben visibili in aree che sono state interessate da cantieri, rendono molto insidiosa, soprattutto alle bici e ai ciclomotori, una strada sempre più trafficata. Avere messo in sicurezza il semaforo con via Tosco Romagnola, all’ingresso di via Salvo D’Acquisto, installando il controllo con telecamera che scatta una ventina di multe al giorno a chi attraversa l’incrocio con il rosso, chissà se sarà propedeutico a fare aprire un cantiere per sistemare l’asfalto.
L’assessore comunale di Pontedera ai lavori pubblici, Matteo Franconi, spiega che è intenzione del Comune fare un nuovo asfalto: «Una volta che saranno completati gli interventi di adeguamento della rete fognaria, che sul lato di Calcinaia sono già stati terminati, l’azienda provvederà a stendere un nuovo asfalto che non si limiterà a coprire le buche più vicine all’area di cantiere. Si tratta di avere ancora un po’ di pazienza, siamo consapevoli del problema. Dove non interverrà l’azienda, sarà il Comune a finanziare il nuovo asfalto».
Nel frattempo però questa via comunale è in pessime condizioni, come del resto capita a chilometri e chilometri di arterie in tutta la provincia. Cioè per il fatto che le casse dei Comuni sono a secco. Ma i cittadini e i titolari di aziende che si trovano lungo questa strada non possono fare a meno di denunciare i pericoli delle numerose buche e quello causati dall’eccessiva velocità. C’è chi ha segnalato questa situazione chiedendo ai Comuni di intervenire il prima possibile.
«Devo dire – spiega il titolare di una tabaccheria situata lungo la strada – che gli automobilisti sfrecciano a tutte le ore della giornata. Rallentano solo nel tratto di Calcinaia dove ci sono le postazioni fisse per il controllo della velocità. Abbiamo visto nel corso del tempo che sono un bel deterrente».
È vero però che queste postazioni controllano la velocità, ma gli automobilisti sanno che le sanzioni possono scattare solo se in prossimità di questi autobox, come ricordano dalla polizia municipale, c’è una pattuglia che poi provvede a contestare all’automobilista l’eccessiva velocità, che spesso è causa di incidenti.
Quanto alle buche, il tratto messo peggio è quello di Calcinaia. La recente legge che ha introdotto il reato di omicidio stradale chiama in causa direttamente anche le eventuali responsabilità dei Comuni.
La circolare inviata dal ministero dell'Interno a prefetture, questure, carabinieri, Polizia e Finanza dopo l'approvazione della nuova legge chiarisce che "il reato ricorre anche se il responsabile non è un conducente di veicolo", ma chi avrebbe dovuto garantire la "tutela della sicurezza": dai proprietari e gestori delle strade ai produttori di auto. Il riferimento è all’articolo 14 del Codice della strada, quello che individua “poteri e compiti degli enti proprietari delle strade”. Articolo che dice: “Gli enti proprietari, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedono: a) alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi; b) al controllo tecnico della efficienza delle strade e relative pertinenze; c) alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta”.
Tutti i soggetti investiti dall’obbligo di curare al meglio le strade (oltre che i costruttori di auto) dovranno intensificare i loro interventi per evitare di incappare nell’accusa di omicidio colposo in caso di incidenti gravi avvenuti per i difetti evidenti delle strade o resi più gravi dalle carenze delle vie stesse. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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