Il presidio
La Cgil: mancano i medici i consultori restano chiusi
L’attacco del sindacato all’Azienda sanitaria: «È in gioco la sicurezza dei pazienti Rischiano di andare in tilt le attività dell’area ginecologica e ostetrica»
POMARANCE. Consultori di Pomarance, Castelnuovo e Montecatini Valdicecina chiusi ad agosto e settembre dall’Asl per la mancanza di medici ginecologici. E, unito ad altri problemi legati alla carenza di personale, gravi ripercussioni sulla funzionalità dell’area ginecologica e ostetrica ospedaliera e dei servizi territoriali in provincia di Pisa. È la denuncia della Funzione pubblica della Cgil e dei medici dello stesso sindacato che traccia il quadro della situazione dopo un incontro avuto con Massimo Srebot, responsabile dell’unità operativa ostetricia e ginecologia.
«La carenza di personale medico ginecologo ed ostetrico, l'assenza di graduatorie in ambito regionale dalle quali eventualmente poter attingere personale per coprire turn over, malattie, trasferimenti e congedi vari, rischia di mandare in tilt le attività afferenti tutta l'area ginecologica e ostetrica ospedaliera e relativi servizi territoriali nella ex Asl 5 - si legge in una nota - Questo è il quadro emerso nell’incontro con Srebot, dopo la chiusura delle attività dei consultori in Alta Valdicecina e dei disagi che questo produce per una fascia di utenza ad alto rischio di fragilità. Infatti dalla metà di agosto, a seguito di numerose assenze a vario titolo di medici ginecologi, giocoforza è arrivata la chiusura delle attività dei consultori di Castelnuovo, Montecatini e Pomarance, recuperando solo in questi primi giorni di ottobre la possibilità di una programmazione settimanale del servizio, comunque subordinata alle priorità relative alle urgenze ed all'erogazione delle attività chirurgiche ed alle prestazioni diagnostiche ed ambulatoriali».
Una situazione che, secondo Cgil, «costringe il personale medico ginecologo a turni di lavoro ed orari che spesso violano il contratto di lavoro, gravando inoltre il personale di carichi di lavoro insostenibili, che rischiano di incidere sulla qualità dei servizi e sulla sicurezza dei pazienti e degli stessi lavoratori. Per il personale ostetrico si fa ricorso ormai a lavoro precario attingendo dalle agenzie interinali, con le gravi ripercussioni che questo produce dal punto di vista della qualità, della continuità assistenziale e della formazione professionale».
La denuncia del sindacato è netta: «Organizzazione dell’area assai approssimativa ed in molti casi emergenziale». E ancora: «Manca un vero progetto di politica sanitaria, che rivendichiamo e sollecitiamo alla direzione generale di area vasta». Per questo la Cgil chiede di «aprire una discussione urgente affinché la grave problematica emersa sia ricondotta a un confronto nell'ambito dell'Asl Nord Ovest per disporre una mappatura dello “stato di salute dell'area”.
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