Il presidio
Rinviato a luglio il processo per tentata rapina a un fotografo
PONTEDERA. L'idea di immortalare una minorenne, intenzionata a posare nuda davanti al suo obiettivo, aveva indotto un fotografo campano ad arrivare fino a Pontedera per incontrare la giovane di...
PONTEDERA. L'idea di immortalare una minorenne, intenzionata a posare nuda davanti al suo obiettivo, aveva indotto un fotografo campano ad arrivare fino a Pontedera per incontrare la giovane di Pontedera e il suo fidanzato di San Miniato.
L’incontro del febbraio scorso si era concluso con una vera e propria aggressione e con i due giovani finiti a giudizio con l’accusa di tentata rapina anche se i due imputati danno una versione diversa dei fatti. Il fotografo di Salerno è stato a sua volta querelato dai genitori della minorenne.
Ieri in tribunale a Pisa, davanti al Gip, in sede di udienza preliminare, i difensori del ventenne di San Miniato, hanno chiesto ed ottenuto di essere ammessi al rito abbreviato condizionato dall’audizione della minorenne coinvolta nello stesso fatto e che si trova a giudizio a Firenze presso il tribunale dei minorenni.
L’udienza è stata rinviata all’11 luglio 2017 in quanto la giovane non può essere sentita se non quando sarò concluso il processo a suo carico.
I fidanzati avevano dato appuntamento al fotografo a Firenze, nei pressi della stazione. Con l'auto di lui erano arrivati a Pontedera dove era scoppiata la lite terminata con l'aggressione.
Il fotografo ha raccontato ai carabinieri che la coppia voleva rapinarlo. I giovani si difendono sostenendo che l'uomo aveva avanzato richieste specifiche circa le fotografie e che aveva tentato alcune avances con la ragazzina.
In ogni caso, quando l'auto con i tre era arrivata a Pontedera, il ventenne aveva aggredito il fotografo passandogli una corda di plastica intorno al collo, sempre secondo le accuse, e rischiando di ucciderlo. Il professionista aveva cercato di reagire e c'era stata una colluttazione.
I genitori della minorenne hanno presentato una querela contro il fotografo e lo accusano, sulla base del racconto della figlia, di gravi reati che vanno dalla violenza sessuale nei confronti di una minore, di prostituzione minorile, lesioni volontarie e sostituzione di persona.
I fatti sono stati ricostruiti anche attraverso i testi dei messaggi che la ragazza si era scambiata col 37enne campano su Whatsapp, trovati sul telefono della ragazza, arrestata insieme al fidanzato.
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