Italia
Fingono rapina al circolo Arci
Cascine di Buti: tre giovani hanno denunciato un colpo nella notte, ma secondo i carabinieri si sono inventati tutto
CASCINE DI BUTI. Il circolo ricreativo, affiliato all’Arci, non deve andare particolarmente bene e così tre giovani che si occupano della gestione del bar - nella notte tra domenica 9 e lunedì 10 ottobre - hanno messo in scena, secondo le accuse, una rapina con tanto di bandito armato che li aveva legati e poi era fuggito via con l’incasso dei giochi elettronici, circa tremila euro. Quando il presunto malvivente - in realtà è un amico della presidente del circolo - ha lasciato il bar, come era nei piani, è stato dato l’allarme rapina ai carabinieri. «Siamo stati minacciati, ci hanno legato...», la prima segnalazione.
A Cascine sono arrivati la pattuglia di Bientina, poi la Radiomobile della compagnia di Pontedera e infine i militari di Buti. Un discreto schieramento di uomini, insomma, proprio come richiedono le indagini per una rapina come quella che era stata denunciata dai gestori del circolo. Nel bar i carabinieri hanno trovato una giovane e un collaboratore che hanno dato la prima versione della rapina. Si erano legati tra di loro, in teoria dovevano avere visto le stesse cose ma si sono contraddetti più volte, finendo per dare una versione contrastante di quello che doveva essere capitato nel bar poco prima.
Troppe cose non hanno convinto i militari e le loro domande si sono fatte così sempre più insistenti. Volevano sapere dettagli su dettagli. Particolari che possono sfuggire, specialmente se chi denuncia un reato sa che le cose sono andate diversamente.
Dopo alcune ore - la presunta rapina era avvenuta di notte, prima che i gestori lasciassero il bar - uno dei ventenni che si occupano della gestione del circolo ha ammesso cosa era successo.
«Sono stato io d’accordo con loro, chiediamo scusa», questa in sintesi la loro spiegazione. Il giovane che aveva assunto il ruolo di rapinatore, dopo essere crollato, ha quindi condotto i carabinieri di Bientina nel punto esatto in cui aveva nascosto i tremila euro che saranno restituiti al proprietario delle slot. Il caso è quindi stato risolto in poco tempo, ma resta una vicenda che susciterà una grande amarezza soprattutto in una comunità piccola come quella di Cascine dove tutti si conoscono. Anche se i tre (due abitano a Buti e uno a Bientina) hanno restituito i soldi, non potranno evitare i guai giudiziari. Infatti, sono stati denunciati in concorso per simulazione di reato (per la storia della rapina) e per il furto aggravato degli incassi delle slot anche se poi hanno avuto un ravvedimento. I carabinieri sono rimasti nel circolo tutta la mattina, suscitando mille domande tra gli avventori che poi sono stati informati del presunto furto avvenuto di notte. «Hanno forzato una finestra, i ladri. Sì, sono entrati nel circolo per la solita storia delle macchinette elettroniche», rispondono alcuni avventori ai tavolini lungo via Gramsci.
Lunedì il circolo è rimasto aperto. I ventenni hanno chiesto scusa e si sono rimboccati le maniche per riprendere la vita di sempre. Neppure la cooperativa proprietaria dell’immobile, nel tardo pomeriggio, era a conoscenza dei retroscena dell’episodio della notte. E quando alcuni soci lo hanno saputo si sono dispiaciuti per i guai in cui i tre si sono cacciati.
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